BUENOS AIRES - L'ex dittatore argentino Jorge Videla ha ammesso per la prima volta che durante il regime militare (1976 - 1983) furono uccise «sette-ottomila persone» e ha rivelato che i loro corpi furono fatti scomparire per evitare proteste nel paese e da parte della comunità internazionale. «Non c'era altra soluzione», ha detto Videla - che ha 86 anni, ed è in un carcere militare, dove sconta una condanna all'ergastolo - in una lunga intervista raccolta nel libro Disposiciòn Final, da ieri nelle librerie argentine.
(Repubblica, 15 aprile)