giovedì 24 maggio 2012

DIALOGHI: PIZZAROTTI NON È GRILLO

 

Mi hanno chiesto che consistenza abbia il movimento di Grilo. Ho risposto con un’altra domanda: ditemi che cosa rappresenta se non se stessa la gerontocrazia che da decenni ci “governa”... ho messo governa tra virgolette perché questa gente è perennemente occupata in lotte interne.

Edoardo

 

L’intervista rilasciata a Repubblica dal nuovo sindaco di Parma propone tre punti di riflessione interessanti per capire cosa sia (o possa essere) il movimento 5 stelle. Rifiutando la qualifica di “grillino”, Federico Pizzarotti segnala che un movimeno come quello cui lui appartiene non si esaurisce nella figura di un leader e che una deriva sbagliata, dal suo punto di vista, sarebbe quella berlusconiana di un nuovo partito del Capo. Evitando risposte sui grandi temi (l’Italia deve restare in Europa? I bambini stranieri che nascono in Italia devono avere la cittadinanza italiana?), in secondo luogo, Pizzarotti ammette senza reticenze la incertezza, ad oggi non risolta, delle prospettive politiche “nazionali” del movimento. Segnalando che, con un candidato nuovo e diverso, giovane e ben caratterizzato dal punto di vista dei programmi, il Pd avrebbe vinto anche a Parma, infine, il neo sindaco indica quella che, a mio avviso, è la strada del futuro per i partiti della sinistra in Italia. Facce nuove e proposte chiare sui problemi che si devono affrontare, a livello di città o di paese, invece che richiami più o meno ideologici alla storia, alla tradizione o alla forza relativa dei leaders di sempre. Come si è riusciti a fare a Como, per esempio, con Mario Licini (il 74,9% al ballottaggio) e come si dovrebbe riuscire sempre di più a fare in tutto il Paese.

(Luigi Cancrini)