domenica 20 maggio 2012
NON E' MORTO PER I NOSTRI PECCATI ?
Ho segnalato circa cento notizie fa sul mio blog il bel libro di Fischer, edito dalla Claudiana. Dunque non era necessario che Gesù morisse per i nostri peccati? Ne scrissi a lungo 20 anni fa nel mio libro "L'ultima ruota del carro". Gesù è morto in conseguenza della sue scelte. Egli è stato fedele fino in fondo nella difesa dei più deboli ed emarginati. Come profeta e testimone del regno di Dio non ha tradito la "causa della sua vita e la libertà gli ha creato la ostilità dei poteri e la croce. Ma Dio non ha bisogno di nessun espiatore: egli ci ama e ci salva nel Suo amore gratuito. Questa formula "morto per i nostri peccati" è una delle interpretazioni della morte di Gesù, non la interpretazione. Essa ha finito con il prevalere sulle altre perchè, nella cultura del tempo, sembrò tracciare una linea diretta tra la morte di Gesù e la "salvezza", la vita nuova dei discepoli e delle discepole delle prime generazioni. Le formule con cui esprimiamo la nostra fede sono storiche, contingenti, datate e mutevoli. Oggi forse la morte di Gesù non ci parla di espiazione, ma di una vita vissuta in totale fedeltà a Dio e ai poveri. Gesù ci testimonia il suo sconfinato amore per Dio e per gli ultimi.