lunedì 21 maggio 2012

QUEI TEDESCHI RICCHI MA DEPRESSI

 

Se non si vive di solo pane, è anche vero che non si è felici solo per ricchezza e supremazia economica o superiore efficienza rispetto ai paesi vicini e al resto del mondo. È quanto impariamo, detto in sostanza, dal rapporto chiamato ' World happiness report' pubblicato dalla Columbia University americana, cui i media tedeschi dedicano molto spazio. E sapete perché lo fanno? Perché il loro paese, per quanto si senta egemone e in diritto di dettare il futuro di tutti in Europa, nell' indice della felicità non se la passa davvero bene. Meno che mai se confronti il suo pessimo piazzamento col suo posto di quarta economia mondiale, prima economia europea, primo della classe mondiale del welfare. Non basta: nella classifica mondiale della felicità la forte, ricca, democratica e sociale Germania è appena al trentesimo posto. Preceduta persino dall' Italia, dal lontano Kuwait, da paesi che affrontano la crisi del debito come Belgio o Islanda o nazioni in preda alla recessione come il Regno Unito, o ancora società che vivono minacciate ogni giorno dalla distruzione a opera dei vicini come Israele. Primi in Europa, quarti nel mondo, per ricchezza e competitività, ma appena trentesimi per felicità. Poveri tedeschi, a che vale sgobbare tanto per sorpassare gli altri e dettare loro ogni mantra di sacrificio nel presunto nome della salvezza dell' euro? 

(Andrea Tarquini, Repubblica 14 maggio)