«Spesso il contributo teologico contestuale e femminista è percepito come un corollario o una riflessione che può come può non essere presa in considerazione. Sono convinta invece che il più importante contributo delle teologie contestuali e femministe consiste proprio, al di là delle riflessioni teologiche che promuovono, che possono essere accolte o criticate teo1igicamente,: e che ovviamente io ritengo vitali per la crescita teologica e di fede), nell'avere evidenziato il fatto che cio' che e-considerato il cuore non negoziabile della riflessione teologica è esso stesso una specificità e un corollario, in altre parole una riflessione contestuale essa stessa che però viene proposta come universale e oggettiva. Essere una donna con un orientamento teologico femminista può contribuire a fare in modo che la sensibilità e il linguaggio teologico delle nostre chiese sia il più possibile plurale»;
- Si tratta quindi di modificare i paradigmi stessi dello studio teologico...
«In un certo senso direi di sì»;
- E per quanto riguarda invece l'educazione teologica permanente rivolta a donne e uomini delle nostre chiese?
«Tenendo conto che in Italia la riflessione teologica a partire dai testi biblici è imprescindibilmente segnata da un approccio e da una lettura storico critica, ritengo che la proposta femminista alla educazione teologica permanente sia quella di sottoporre al vaglio di un approccio storico critico non solo i testi biblici, ma anche i dogmi, la riflessione teologica posteriore, nonché la vita dei singoli e delle comunità che ieri e oggi pensano teologicamente».
(Riforma, 6 luglio)