domenica 22 luglio 2012

SE IL DIAVOLO ESISTESSE PARLEREBBE COSI’


“Quello che non mi persuade dei pronunciamenti della Chiesa non sono tanto i contenuti, quanto la "modalità" della loro enunciazione che, per non smentire i principi fondanti la fede e al contempo adeguarsi allo spirito del tempo, si arrampica sugli specchi che, come ognuno sa, non consentono alcuna presa.
Si prenda a esempio la soppressione del limbo, la cui esistenza era stata sancita dal Concilio di Firenze del 1479 e ribadita dal Catechismo Maggiore di Pio X. Nel 2007 la Commissione Teologica Internazionale, con un pronunciamento approvato e promulgato da Benedetto XVI, dice: «Abbiamo cercato di leggere i segni dei tempi alla luce dei Vangelo. La nostra conclusione e che i molti fattori che abbiamo considerato offrono seri motivi teologici e liturgici per sperare che i bambini che muoiono senza battesimo saranno salvati e potranno godere della visione beatifica. Sottolineiamo che si tratta qui di motivi di speranza nella preghiera, e non di elementi di certezza»". E allora, il limbo esiste o non esiste?
Lo stesso dicasi del purgatorio, la cui esistenza, mai messa in discussione, è riaffermata al § 1031 dal Catechismo della Chiesa Cattolica del 1997 con questo argomento: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata nè in questo secolo, né in quello futuro (Mt. 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro». La deduzione non mi pare perfettamente logica e neppure l'unica possibile, dal momento che nulla impedisce alla bontà e alla misericordia di Dio di rimettere le "colpe leggere" su questa terra senza assegnarne l'espiazione al “fuoco purificatore". Il sospetto è che si immagina la giustizia divina conforme alla giustizia terrena che sancisce la gradazione della pena in base alla gravità della colpa. Ma chi ci autorizza a ritenere che Dio ragioni come gli uomini. Perché, se così fosse non ci sarebbe bisogno di credere in Dio.
Per quanto riguarda i problemi etici sollevati dalle vostre lettere, la linea non cambia. Un fiume di parole spese dai movimenti per la vita per la tutela dell'embrione e non una parola per i bambini già nati che stentano a vivere per malattie e fame, altrove costretti a lavori forzati, quando non arruolati negli eserciti o consegnati alla prostituzione minorile. Lo stesso dicasi per la denuncia della pedofilia lasciata alla sola competenza della giurisdizione dello Stato, come se non appartenesse a questa giurisdizione anche l'obbligo per qualsiasi cittadino (preti e vescovi compresi) di denunciare un crimine di cui sia venuto a conoscenza. Ancora una volta la via seguita è quella di non prendere mai una posizione netta, di non dire mai "sì sì", “no no", ma di usare tutte quelle parole che, a leggere il Vangelo, sono parole del diavolo.”

(Umberto Galimberti, sabato 7 luglio)