giovedì 23 agosto 2012

In piazza cresce la protesta delle donne

Migliaia di persone hanno manifesta l'altro ieri sera a Tunisi per chiedere il rispetto dei diritti delle donne, in quello che è stato il più grande corteo dell'opposizione contro il governo guidato dagli islamici dì Ennahda dallo scorso aprile. E ieri in centinaia sono nuovamente scesi in strada a Sidi Bouzid, la culla della rivoluzione dei gelsomini, per chiedere la liberazione delle persone fermate nei giorni scorsi. Due le manifestazioni organizzate nella capitale tunisina l'altro ieri sera, una autorizzata, l'altra no, ma con la stessa parola d'ordine: il ritiro dì una bozza della Costituzione che evoca la «complementarietà» e non l'uguaglianza dei sessi. I manifestanti, riuniti su invito delle organizzazioni delle donne, dei diritti dell'uomo e dell'opposizione, hanno celebrato proprio l'altro ieri l'anniversario della promulgazione del Codice di status personale (13 agosto 1956), una serie di leggi ancora senza precedenti nel mondo arabo, che stabilisce l'uguaglianza di genere in vari settori. Tuttavia, in base ad una bozza della nuova Costituzione, la parità tra i sessi non è menzionata. Ennahda nega di voler attaccare i diritti delle donne e sottolinea che l'uguaglianza dei sessi è menzionata nel preambolo della futura Costituzione. «Il futuro (della Tunisia) non è più possibile senza la donna», ha detto Maya Jribi, segretario generale dei Partito Repubblicano. Le proteste proseguiranno nei prossimi giorni. Le donne non torneranno a casa.