Ormai la linea è stata decisa e papa Francesco la accetta e anche la gestisce. Quali sono i fondamenti teologici di questa corsa a santificare il papato? Noi non li conosciamo e ci sembra che non ci siano, né nella storia della Chiesa né nel Concilio.
Sono in molti ormai a porsi questi interrogativi che non sono per niente cancellati dal clamore mediatico e dalle grandi adunate di massa. Il Vangelo e i suoi discepoli non hanno bisogno di essere popolari.
Ora chiediamo coerenza alla Chiesa. Leone XIII, il papa della Rerum Novarum, Benedetto XV, il papa della "inutile strage" e Pio XI, la cui condanna del nazismo fu archiviata dal suo successore, sono lasciati, solo essi, al giudizio della storia mentre tutti gli altri salgono alla cosidetta gloria degli altari" perché la Chiesa giudica molto positivamente le loro virtù personali ma anzitutto il loro magistero. Chiediamo ragione di questa incoerenza.
Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa > Roma, 11 maggio 2014