venerdì 9 maggio 2014

LA PRESIDE: “A scuola tanti outing dobbiamo educare contro l’omofobia”

ROMA. «Ci accusano di divulgazione di materiale osceno perché venti righe in un libro raccontano un rapporto orale fra uomini. Allora, cosa dovremmo fare? Eliminare i versi di Saffo o di Catullo dal programma?». Micaela Ricciardi, dirigente del liceo Giulio Cesare di Roma, difende la scelta delle docenti che hanno proposto la lettura di "Sei come sei". Una scelta che ha condiviso.
Perché proprio quel libro?
«Rientrava in un percorso di letture integrative per riflettere sui temi dell'attualità. E a scuola ci troviamo spesso di fronte a ragazzi che fanno outing, quindi ci sembrava un modo per affrontare la questione e ridurre il rischio di omofobia».
Il tema è delicato. Crede che il libro fosse adatto a ragazzi di 15 anni?
«Anche il modo in cui viene trattato è delicato. E credo fosse adatto all'età, perché la storia è narrata attraverso gli occhi di una ragazzina 11 anni».
La denuncia sarebbe stata fatta dalle associazioni su impulso di alcuni genitori. Qualcuno era mai venuto da lei?
«Solo i genitori di una ragazza, a febbraio, mi avevano chiesto conto dell'iniziativa. Ma oggi (ieri ndr) mi hanno scritto una lettera prendendo le distanze dalla denuncia».
Il libro è stato letto a dicembre. Come mai solo ora è scoppiata la polemica?
«Mi sembra, e mi riferisco in particolare a Lotta studentesca, che si voglia solo cercare visibilità. Con un'azione, quella di ieri mattina, che condanniamo per le frasi offensive e intolleranti che l'hanno caratterizzata. Mi è sembrata una protesta strumentale e pretestuosa da parte di un gruppo di estrema destra in cerca di visibilità». (s.g:)