mercoledì 13 agosto 2014

Così Francesco perdona il sacerdote sandinista

Non è la pace del Vaticano con la teologia della liberazione. Ma la revoca della sospensione "a divinis" a padre Miguel d'Escoto Brockmann, 81 anni, ex ministro degli esteri sandinista, voluta ieri da Papa Francesco è l'ennesimo segno d'apertura e perdono verso quei sacerdoti che negli anni Ottanta scelsero in America Latina l'impegno politico. Con i fratelli, Ernesto e Fernando Cardenal, Miguel d'Escoto fu uno di quei sacerdoti che con la rivoluzione sandinista del 1979 andarono al potere e subirono, in piena era wojtyliana, la dura sanzione di essere allontanati da una Chiesa molto preoccupata dall'infiltrazione marxista della Teologia della liberazione che a quei tempi faceva proseliti nei Paesi sudamericani.
Ora padre d'Escoto, che da qualche anno ha abbandonato l'impegno politico attivo, ha scritto al Papa chiedendogli di poter celebrare di nuovo1'eucarestia "prima di morire» e Francesco glielo ha concesso. «Solo un gesto umanitario», ci tengono a sottolineare in Vaticano; aggiungendo in una nota ufficiale che: «I contesti e le epoche sono diverse e che non si tratta di una questione dottrinale ma disciplinare. Quindi di un gesto di misericordia verso un sacerdote che lo aveva esplicitamente chiesto. Interpretare nel senso di discontinuità e rottura fra due pontificati rappresenta una forzatura storica». L'episodio più controverso di quegli anni avvenne all'aeroporto di Managua nel marzo del 1983 quando Papa Wojtyla alzò il suo indice ammonitore contro padre Ernesto Cardenal inginocchiato davanti a lui, perché nonostante fosse un sacerdote aveva accettato l'incarico di ministro della Cultura nel primo governo di Daniel Ortega. Una immagine che fece il giro del mondo e fu un colpo durissimo per decine di preti che avevano abbracciato la causa dell'azione concreta per i più poveri lanciata dal teologo peruviano Gustavo Gutiérrez (ricevuto recentemente da Papa Francesco) e da Leonardo Boff. Quel giorno d'Escoto non c'era ma insieme a Ernesto Cardenal più tardi venne sospeso "a divinis" dal Vaticano.
Omero Ciai

(Repubblica 5 agosto)