martedì 5 agosto 2014

GIUSTIZIA FATTA TARDIVAMENTE

CITTA' DEL VATICANO - Fu al governo con i sandinisti di Daniel Ortega per 11 anni: dal 1979 al 1990. Padre Miguel D'Escoto Brockmann - della congregazione di Maryknoll - venne per questo colpito da una sospensione a divinis. Come un altro sacerdote, Ernesto Cardenal. Come una serie di altri religiosi che in America latina condivisero i principi progressisti della teologia della liberazione. Erano gli anni in cui Giovanni Paolo II si opponeva duramente a questo movimento, anche attraverso una serie di processi canonici. E Miguel D'Escoto Brockmann - come tanti altri - ne fece le spese. Con la sospensione dal sacerdozio. 

Oggi per lui, e forse anche per la Chiesa, arriva una svolta. Papa Francesco ha dato il suo assenso per la revoca della pena canonica inflitta al sacerdote nicaraguense. E' stato lo stesso sacerdote, attraverso una lettera a Bergoglio, a manifestare il desiderio di "ritornare a celebrare l'eucarestia prima di morire". E Francesco ha deciso di rispondere affermativamente, lasciando al superiore generale dell'istituto il compito di "seguire il confratello nel processo di reintegrazione al ministero sacerdotale".

Padre d'Escoto - che oggi ha 81 anni - aveva comunque accettato la sospensione. E aveva continuato l'attività pastorale. Da qualche anno il sacerdote aveva abbandonato l'impegno
 politico che lo portò anche alle Nazioni Unite. Nel 2008 arrivò anche a presiedere la 63esima Assemblea permanente dell'Onu invocando una diversa politica israeliana nei confronti dei palestinesi. 

Con la decisione di oggi, e con la futura e tanto attesa beatificazione di padre Oscar Romero - arcivescovo di San Salvador trucidato il 24 marzo 1980, mentre celebrava messa nella cappella di un ospedale - per la Chiesa potrebbe davvero aprirsi una nuova fase.