mercoledì 6 agosto 2014

“Io, ebrea in piazza per Gaza con la stella di David”

«Sono pacifista. Voglio scendere in piazza per protestare contro questa guerra orribile. Sono anche ebrea: e non voglio nasconderlo. Ma oggi è possibile manifestare con la bandiera della pace e i simboli dei due popoli, la kefiah palestinese e la stella di David?». Maria Elena Klugmann, 62 anni, è un'ex maestra elementare che ieri ha chiamato un programma di Radio3, Prima pagina, esposto una domanda difficile: «Si può criticare Israele senza essere antisemiti?».
Cosa l'ha spinta?
«Ascoltavo le notizie: il rifiuto della tregua, le bombe israeliane sui bambini. Mi sono sentita rivoltare. Ho chiamato la radio per dire che vorrei partecipare a una manifestazione che si terrà sabato nella mia città, Pordenone, in sostegno della gente di Gaza. Solo che vorrei farlo non solo come cittadina italiana: ma come ebrea. Senza nascondere la mia identità».
Perché dovrebbe nascondersi?
«Perché tutte le manifestazioni in sostegno dei palestinesi in Europa stanno prendendo una piega antisemita.  Come se tutti gli ebrei fossero d'accordo con la politica israeliana. Io non la condivido, voglio criticarla. Manifestando per entrambe i popoli, ostaggi di politiche radicali scellerate».
Ha paura di scendere in piazza con la stella di David?
«Temo che possa essere scambiata per provocazione»
Lo è?
«No, affatto: sono convinta che dobbiamo manifestare insieme. Uscire dalla bolla di cui ha parlato David Grossman a Repubblica, dove ciascuno pensa di avere la verità. Sento l'angoscia di questa situazione e il dovere, come ebrea, di non nascondermi. Lo abbiamo fatto fin troppo».
Anna Lombardi

(Repubblica 30 luglio)