domenica 3 agosto 2014

“Solo i sani possono sposarsi?”

Nove mesi fa incontrai una donna molto malata psichicamente, psicologicamente fragile e ferita. Quando l'incontrai con la sua compagna percepii sia il loro vero desiderio di celebrare il matrimonio con la benedizione di Dio, sia la fragilità relazionale della coppia, specialmente in clinica.
Mi sembrò dapprima che, nella loro situazione e nella loro decisione, mi avanzassero una richiesta inesaudibile. La fragilità psichica, a differenza di altre sofferenze, mi sembrava quasi porre un limite al loro amore, anzi renderlo pressoché impossibile. La loro lunga frequentazione mi creò un grande travaglio interiore, psicologico e teologico.
Proprio in questi giorni la più sofferente delle due donne, comprendendo le mie incertezze, la mia sofferta esitazione, mi disse: "Caro don Franco, ma tu pensi che solo i sani siano capaci di amarsi e di sposarsi? Noi malati psichici siamo escluse/i da questo dono di Dio..?" Risposi: "L., Dio ti ha messo in bocca queste parole, grazie a Lui e a te".
La frase smascherò il mio nascosto pregiudizio. Ne provai vergogna dopo tanti anni di impegno pastorale con persone omosessuali, ma quella voce profetica mi aprì gli occhi.
E poi chi sono i sani? Chi è capace di amore? Come possiamo delimitare i territori dell'amore? Come un fanciullo sono tornato a pormi le domande più elementari.
A dicembre, prima di Natale, annuncerò la benedizione di Dio a queste due donne con gioia e con gratitudine.

don Franco