L'ultimo libro risale all'anno scorso, il titolo «Il paradiso ad attenderci» e quell'attesa, per il teologo e biblista astigiano Paolo De Benedetti, vale anche per gli animali, lui è uno dei teologi che sostiene la resurrezione degli animali.
Tutti? Proprio tutti?
«Tutti gli esseri viventi. La teoria della teologia animale non è una novità, sono in molti come me a credere nell'esistenza dell'anima degli animali. Perché tutto quello che è "vivente" è opera di Dio. Se si ammettesse il contrario, cioè che gli animali non hanno un'anima e quindi non vanno in Paradiso, vorrebbe dire che la morte è più potente di Dio. E ovviamente noi non crediamo questo: Dio ha l'ultima parola su tutto. Si potrebbe dire addirittura anche delle piante».
Quindi anche la resurrezione è un passaggio che può valere per gli animali?
«Dio ha "bisogno" della resurrezione perché è così che dimostra la sua potenza».
In quanti come lei seguono questo tipo di pensiero?
«In molti, e nel passato anche un pontefice, mi pare di ricordare che fu Paolo VI che vedendo un bambino piangere per il suo cane morto gli disse: "Lo rivedrai in Paradiso". E poi non dimentichiamoci i santi come San Francesco. E comunque anche l'etimologia della parola "animale" suggerisce questa teoria».
Cioè?
«La radice della parola "animale" è "anima". Comunque ribadisco è la vita che vince su tutto, la vita data da Dio. Ma la teologia animale non è una cosa nuova da San Francesco ai padri del deserto che credevano nella resurrezione animale sono stati in tanti a sostenere queste tesi, ma sono state in parte dimenticate. L'onnipotente decide su tutti gli esseri viventi, quindi anche sugli animali».
(A. Mar.)
(La Stampa 10 novembre)
Tutti? Proprio tutti?
«Tutti gli esseri viventi. La teoria della teologia animale non è una novità, sono in molti come me a credere nell'esistenza dell'anima degli animali. Perché tutto quello che è "vivente" è opera di Dio. Se si ammettesse il contrario, cioè che gli animali non hanno un'anima e quindi non vanno in Paradiso, vorrebbe dire che la morte è più potente di Dio. E ovviamente noi non crediamo questo: Dio ha l'ultima parola su tutto. Si potrebbe dire addirittura anche delle piante».
Quindi anche la resurrezione è un passaggio che può valere per gli animali?
«Dio ha "bisogno" della resurrezione perché è così che dimostra la sua potenza».
In quanti come lei seguono questo tipo di pensiero?
«In molti, e nel passato anche un pontefice, mi pare di ricordare che fu Paolo VI che vedendo un bambino piangere per il suo cane morto gli disse: "Lo rivedrai in Paradiso". E poi non dimentichiamoci i santi come San Francesco. E comunque anche l'etimologia della parola "animale" suggerisce questa teoria».
Cioè?
«La radice della parola "animale" è "anima". Comunque ribadisco è la vita che vince su tutto, la vita data da Dio. Ma la teologia animale non è una cosa nuova da San Francesco ai padri del deserto che credevano nella resurrezione animale sono stati in tanti a sostenere queste tesi, ma sono state in parte dimenticate. L'onnipotente decide su tutti gli esseri viventi, quindi anche sugli animali».
(A. Mar.)
(La Stampa 10 novembre)