Provano a srotolare lo striscione giallo "No trivelle, sì rinnovabili" dalla tribuna riservata al pubblico della Camera dei deputati. Ma gli attivisti di Greenpeace vengono subito bloccati e allontanati dai commessi, causando una breve sospensione del voto finale allo Sblocca-Italia, da loro ribattezzato Sblocca-trivelle. Perché, a detta degli ambientalisti, «rischia di rendere i mari italiani un far west in mano ai petrolieri, mettendo in pericolo l'ecosistema per estrarre poche gocce di petrolio». Secondo Greenpeace, «già diverse Regioni e Comuni si sono schierati contro questo provvedimento che liberalizza di fatto le trivellazioni nel nostro Mediterraneo, indebolendo la funzione della Valutazione di impatto ambientale e riducendo il potere delle Regioni». Lo scorso giugno, l'associazione ha lanciato la petizione non fossilizziamoci per chiedere al governo di «abbandonare i combustibili fossili e puntare sulle rinnovabili», raccogliendo già 80 mila firme.