domenica 2 novembre 2014

“Il problema resta quello della cannabis potenziata”

«IL FENOMENO più importante tra i ragazzi continua a essere ormai da qualche anno l'uso massiccio di cannabinoidi, che oggi sono sul mercato delle droghe con concentrazioni di principio attivo molto superiori rispetto a quello di dieci, venti o trent'anni fa», spiega Paolo Jarre, direttore del dipartimento di Patologia delle dipendenze dell'Asl To3.
Quali sono le conseguenze di assumere frequentemente sostanze più potenti?
«Constatiamo che ci sono numerosi accessi al pronto soccorso o alla guardia medica per disturbi mentali che possono essere ricondotti all'uso di cannabis e che possono generare anche delle crisi psicotiche. Il problema in questi casi è capire il nesso con l'uso delle sostanze. Certamente però questo è un aspetto che è spesso stato sottovalutato».
Perché?
«Il dibattito sulle droghe leggere è stato estremamente ideologizzato, polarizzando la discussione su due punti: o gli spinelli fanno malissimo o non fanno niente. Non c'è stato molto spazio per le sfaccettature. Anche le notizie che sono circolate nell'ultimo periodo sull'uso terapeutico della marijuana - che pure è dimostrato portare dei benefici per certe patologie - hanno dato l'immagine di una normalizzazione del consumo, senza controindicazioni. Invece è necessario parlare di questi temi in maniera più completa ed esaustiva».
E riguardo al consumo di alcool?
«C'è stato un certo effetto della globalizzazione: dal bicchiere quotidiano tipico della cultura mediterranea, si è passati a un atteggiamento anglosassone, con ubriacature nel fine settimana che non di rado comportano anche ricoveri in ospedale».
E' cambiato anche il rapporto tra gli adolescenti e le droghe pesanti?
«Continuano a essere sporadici i casi segnalati tra i giovanissimi di assunzioni di eroina, forse anche meno di quanto era avvenuto qualche anno fa, quando si era assistito a un preoccupante ritorno. Diverso il discorso della cocaina, che è penetrata in maniera significativa tra i giovanissimi». (f. cr.)

(Repubblica 25 ottobre)