venerdì 21 novembre 2014

“Io non lascerò mai le donne sole nella loro sofferenza”

ROMA. «Il Papa dice cose condivisibili, parla di rispetto della vita, di coraggio nel fare scelte controcorrente. Purtroppo in Italia l'eccezione è 1a norma, visto che solo due medici su dieci fanno interruzioni di gravidanza». Alessandra Kusterman, ginecologa non obiettrice, è primario alla Mangiagalli di Milano.
Bergoglio parla di falsa compassione.
«Non sono d'accordo: nessuno vorrebbe fare aborti, l'obiettivo di tutti è arrivare al giorno in cui neppure una donna si troverà nelle condizioni di chiedere di interrompere la gravidanza, una scelta sempre dolorosa. Ma sino ad allora, compassione è stare al suo fianco qualunque sia la sua scelta. Chi sono io per giudicare? Soprattutto in un passe che lascia sole le donne, dove lo Stato che non fa politiche di supporto economico e sociale, dove le future madri sono spesso lasciate sole anche dal compagno davanti all'impossibilità di farsi carico del dolore di un figlio con disabilità gravi».
Cosa significa essere non obiettore?
«Il rispetto della vita e l'essere buoni medici prescinde dall'essere credenti o meno, ma io vivrei come una rinuncia alla mia missione di medico lasciare le donne sole nella loro sofferenza».
Francesco parla di rispetto della vita
«Proprio perché la rispetto, penso che il mio dovere sia aiutare la donna a trovare la forza per proseguire la gravidanza, magari inaspettata o ad accogliere un figlio con disabilità. Ma se alla fine non trova la forza, credo sia un peccato di orgoglio non accettabile imporle l'idea di far nascere il bambino».
Troppi obiettori?
 «L'importante è che non si torni all'aborto clandestino. Io mi ricordo prima del '78: le ricche andavano nelle cliniche all'estero, quelle povere rischiavano la vita sui tavoli delle mammane, ingurgitando decotti, sventrate con gli aghi da calza». (c.p.)

(Repubblica 16 novembre)