Largo alle donne purché non comandino. E quel che emerge dallo studio Che casa ne pensano gli uomini, presentato dall'agenzia internazionale Mazars al Women's Forum, che si è tenuto di recente in Normandia, con la partecipazione delle top manager più influenti del pianeta. Come Christine Lagarde, presidente del Fondo monetario internazionale. Madrina d'eccezione l'attrice e produttrice Salma Hayek. L'indagine, condotta su maschi di sessanta Paesi diversi, rivela che le pari opportunità piacciono a tutti, purché non siano troppo pari. Come dire che avere una donna come collega è bello, ma averla come capo lo è meno.
Tutti riconoscono che le donne assicurano un surplus di innovazione, di sensibilità diversa. E apprezzano anche quel pizzico di seduzione che è visto come una distrazione dalle aziende, ma come una tensione positiva dai dipendenti. Il problema dunque non è la parità, che sul piano dei principi trova tutti d'accordo. Ma la disparità. Quando cioè si tratta di decidere chi è il primus inter pares l'apertura maschile si scioglie come nebbia al sole. E rispuntano quegli stereotipi antichi che crediamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle. Quella bolsa retorica da caffè dello sport che declina il femminile sempre al singolare. La donna è fatta così, la donna è fatta cosà. Troppo emotiva, poco stabile, non abbastanza cinica. Dimenticando le donne vere, in carne e ossa, che sono la smentita vivente di queste banalità cui noi maschietti ci aggrappiamo quando vogliamo resistere alla realtà che cambia sotto i nostri occhi. Evidentemente è ancora difficile accettare che il secondo sesso non è secondo a nessuno.
Marino Niola
(Il Venerdì 7 novembre)
Tutti riconoscono che le donne assicurano un surplus di innovazione, di sensibilità diversa. E apprezzano anche quel pizzico di seduzione che è visto come una distrazione dalle aziende, ma come una tensione positiva dai dipendenti. Il problema dunque non è la parità, che sul piano dei principi trova tutti d'accordo. Ma la disparità. Quando cioè si tratta di decidere chi è il primus inter pares l'apertura maschile si scioglie come nebbia al sole. E rispuntano quegli stereotipi antichi che crediamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle. Quella bolsa retorica da caffè dello sport che declina il femminile sempre al singolare. La donna è fatta così, la donna è fatta cosà. Troppo emotiva, poco stabile, non abbastanza cinica. Dimenticando le donne vere, in carne e ossa, che sono la smentita vivente di queste banalità cui noi maschietti ci aggrappiamo quando vogliamo resistere alla realtà che cambia sotto i nostri occhi. Evidentemente è ancora difficile accettare che il secondo sesso non è secondo a nessuno.
Marino Niola
(Il Venerdì 7 novembre)