Dio è seduto/a e piange, la meravigliosa tappezzeria della creazione che aveva tessuto con tanta gioia è mutilata, è strappata a brandelli, ridotta in cenci,: la sua bellezza è saccheggiata dalla violenza.
Dio è seduto/a e piange. Ma guardate, raccoglie i brandelli, per ricominciare a tessere. Raccoglie i brandelli delle nostre tristezze, le pene, le lacrime, le frustrazioni causate dalla crudeltà, dalla violenza, dall'ignoranza, dagli stupri, dagli assassinii.
Raccoglie i brandelli di un duro lavoro, degli sforzi coraggiosi, delle iniziative di pace, delle proteste contro le ingiustizie. Tutte queste realtà che sembrano piccole e deboli. Le parole, le azioni offerte in sacrificio, nella speranza, la fede, l'amore.
Guardate! Tutto ritesse con il filo d'oro della gioia, dà vita a un nuovo arazzo, una creazione ancora più ricca, ancora più bella di quanto fosse l'antica!
Dio è seduto/a, tesse con pazienza, con perseveranza e con il sorriso che sprigiona come un arcobaleno sul volto bagnato di lacrime. E ci inviata a non offrirgli/le soltanto i cenci e i brandelli delle nostre sofferenze e del nostro lavoro. Ci domanda molto di più. Di restargli/le accanto davanti al telaio della gioia, e a tessere con lui/lei l'arazzo della nuova creazione.