domenica 14 dicembre 2014

PREDICAZIONE DURANTE L'EUCARESTIA DEL 14 DICEMBRE


GIOVANNI 11, 1-44.

Questo brano è impropriamente conosciuto e interpretato come la resurrezione di Lazzaro. Invece, come da almeno un secolo sostengono i più rigorosi interpreti della Bibbia, si tratta di un racconto di cambìiamemnto radicale che l'incontro di Gesù ha determinato in parecchie persone

Dunque si tratta di un bellissimo racconto simbolico, totalmente in sintonia con altre racconti del Vangelo di Giovanni.

Qui l'evangelista vuole sottolineare che nemmeno le forze della morte possono prevalere su chi si affida al messaggio di Gesù.

Mi sembra che più che una resurrezione possiamo pensare che Gesù con le sue parole possa aver ridato a Lazzaro la voglia di vivere, di riprendere il cammino verso la guarigione.

Anche le figure di Marta e Maria , le sorelle di Lazzaro entrano in gioco quando si accorgono che solo Gesù potrà fare qualcosa per il loro fratello.

Gesù conosceva bene questa famiglia di Betania composta da Marta, Maria e Lazzaro perchè spesso, nel suo viaggio di profeta itinerante, faceva sosta nella loro casa, per riposarsi, fare un pasto per poi proseguire il viaggio. Conosceva la fede semplice di questi suoi amici, la solidarietà che avevano dimostrato anche con i suoi discepoli e sapeva di poter sempre contare sul loro aiuto.

Ora il "grido" di aiuto veniva proprio da Marta e Maria , ma Gesù stranamente tarda qualche giorno, non risponde subito alla richiesta sollecita delle due sorelle. Questo particolare del ritardo di Gesù è un espediente letterario usato dall'autore del Vangelo per suscitare una suspense quasi a giustificare l'ampiezza del racconto e del prodigio.

Quando decide di tornare indietro per fare visita a Lazzaro, i suoi discepoli sono perplessi: "Se Lazzaro non è morto, ma è addormentato, guarirà": questa è la loro riflessione.

Anche l'allusione al giorno e alla notte ( ver. 9-10) mi sembra un modo per dirci che Lazzaro era nella notte e lui gli avrebbe di nuovo portato la luce. In effetti quando si vivono delle sofferenze tutto appare più buio, ogni difficoltà ci appare come una montagna da scalare, non vediamo alcun sbocco positivo.

Nel momento in cui Gesù arriva alla dimora di Marta e Maria le vede nella disperazione e nel pianto; anche Gesù si commosse e pianse.

Il racconto volge al termine ed è veramente coinvolgente:

da 4 giorni Lazzaro è sepolto , il sepolcro è coperto da una grande pietra. Tutti questi soono elementi simbolici per evidenziare e dare risalto che l'incontro con Gesù può cambiare le sorti di una vita, determinare un passaggio, una svolta radicale. Il Vangelo di Giovanni accentua in queste narrazioni questo cambiamento, ma in modi diversi tutti i Vangeli narrano combiamenti profondi in coloro che incontrano Gesù.

Anche le grandi pietre, anche le bende più avvolgenti possono essere rimosse dalla fiducia in Dio che Gesù sapeva trsmettere.

In questo senso il Vangelo parla a ognuno/a di noi e può essere anche per noi liberante.

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