BOLOGNA. "E' un fatto molto grave, che va verificato. Faremo accertamenti». Il questore di Bologna Vincenzo Stingone interviene sull'episodio raccontato da Repubblica, accaduto venerdì sera in una discoteca nel cuore della città. Ad alcuni ragazzi neri è stato impedito di entrare, adducendo come motivazione una rissa avvenuta alcuni giorni prima, al termine della quale un africano era stato trovato con un coltello sotto al giubbotto. «Il compito della questura è approfondire il comportamento degli addetti alla sicurezza - spiega il questore - e segnalare eventuali violazioni alla prefettura, che ne detiene l'albo. Poi bisogna anche verificare il rapporto tra il locale e il buttafuori». Dura la reazione del Comune, con l'assessore al Welfare Amelia Frascaroli che invita senza mezzi termini i giovani a boicottare il locale. «E' scandaloso – sbotta - queste generalizzazioni fanno paura, questo è puro razzismo: se un ragazzo nero ha fatto qualcosa si colpisce il singolo, non tutti». Di qui l'appello: «Invito i ragazzi a non andare più in quella discoteca, finché non si sarà aperta una discussione seria sull'argomento: Bologna è una città aperta e tale deve rimanere». L'assessore al commercio, Matteo Lepore: «A Bologna non c'è spazio per il razzismo, chiederò spiegazioni al locale Arterìa».
Il leader delle Lega Matteo Salvini soffia sul fuoco: «Poverini questi immigrati, gli paghiamo colazione, pranzo e cena ma non lo sballo in discoteca». La discoteca, da parte sua, prende le distanze pubblicando su Facebook foto con ragazzi neri all'interno del locale: «Siamo un luogo di integrazione» Il titolare, Domenico Migliaccio, sabato aveva parlato di «problemi di convivenza con i profughi».
Caterina Giusberti
(Repubblica 9 marzo)
Il leader delle Lega Matteo Salvini soffia sul fuoco: «Poverini questi immigrati, gli paghiamo colazione, pranzo e cena ma non lo sballo in discoteca». La discoteca, da parte sua, prende le distanze pubblicando su Facebook foto con ragazzi neri all'interno del locale: «Siamo un luogo di integrazione» Il titolare, Domenico Migliaccio, sabato aveva parlato di «problemi di convivenza con i profughi».
Caterina Giusberti
(Repubblica 9 marzo)