mercoledì 11 marzo 2015

Da cinque anni combatto per chiuderli

Sono pas­sati quasi cin­que anni dalla prima volta in cui, insieme ai sena­tori della Com­mis­sione d'inchiesta sul Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­nale, sono entrato in un ospe­dale psi­chia­trico giu­di­zia­rio (Opg). Era l'11 giu­gno 2010 a Bar­cel­lona Pozzo di Gotto. Lì abbiamo tro­vato un uomo della mia età, nudo, madido di sudore e legato con delle garze a un letto di con­ten­zione di ferro, con al cen­tro un buco per la caduta degli escre­menti. Lo ripeto: quel letto non era vuoto, c'era una per­sona in carne ed ossa dentro.
Dopo due anni di sopral­luo­ghi a sor­presa, audi­zioni e veri­fi­che, la Com­mis­sione d'inchiesta ha ottenuto, il 15 feb­braio 2012, l'approvazione di una legge che fis­sava la chiu­sura dei mani­comi crimi­nali al 31 marzo 2013 e l'assegnazione da parte dello Stato di risorse certe per l'assistenza ai pazienti, con infer­mieri, medici, psi­chia­tri ed esperti di ria­bi­li­ta­zione che potes­sero final­mente fare il loro mestiere: curare la mente e il corpo.
Tut­ta­via, come spesso accade nel nostro paese, siamo in enorme e col­pe­vole ritardo. Per que­sto mi auguro dav­vero che il ter­mine del 1° aprile 2015 sia rispet­tato. Dei mani­comi cri­mi­nali si parla dal 1978 e le Regioni, spe­cial­mente negli ultimi cin­que anni, hanno avuto tutto il tempo per esa­mi­nare il pro­blema e tro­vare delle soluzioni.
Per gli inter­nati deve valere un prin­ci­pio essen­ziale, affer­mato dalla Corte Costi­tu­zio­nale: le esigenze di tutela della col­let­ti­vità non pos­sono mai giu­sti­fi­care misure tali da recare danno alla salute del malato, quindi la per­ma­nenza negli attuali ospe­dali psi­chia­trici giu­di­ziari che aggrava la salute psi­chica dell'infermo non può pro­se­guire. Ecco cosa vuol dire chiu­dere gli OPG: una sanità degna di que­sto nome, nel pieno rispetto della comu­nità e delle vit­time dei folli autori di reato.
Que­sta non è una legge ″per i cri­mi­nali″. Que­sta è una legge per tutti noi, per rico­no­scerci in uno Stato che offre il rispetto che chiede. Per­ché la malat­tia men­tale non resti uno stigma del quale avere paura.
Ignazio Marino, sin­daco di Roma

(
Il Manifesto 4 marzo)