Come
benedettino, ho fatto già da oltre 32 anni le mie personali
esperienze con i rituali comuni dell'ordine e con i miei propri
rituali, ad esempio, come da solo apro e chiudo la giornata. S.
Benedetto 1500 anni fa ha strutturato a fondo la vita dei suoi
monaci. Non gli interessavano tanto regole minuziose che essi
dovevano osservare, quanto piuttosto come i suoi monaci potessero
vivere concretamente il vangelo. Per lui non vi era vita spirituale
senza una struttura sana della giornata e senza rituali salvifici.
Oggi corriamo il pericolo che la nostra spiritualità si fermi
solamente alla testa. Abbiamo sicuramente dei pensieri buoni e santi,
ma che non hanno la forza di modellare la nostra vita. La
spiritualità di Benedetto è una 'spiritualità con i piedi per
terra', una spiritualità molto concreta, che si esprime in un sano
ordinamento della vita. Con la sua regola ha voluto mostrare come la
vita secondo il vangelo può esprimersi concretamente in un sano
ordinamento della giornata, in una chiara struttura della preghiera e
del lavoro, in un'equilibrata ripartizione di momenti di silenzio e
di discussione, di solitudine e di comunità, di azione e di
contemplazione, e in forme buone di relazione reciproca tra i monaci.
Il vangelo deve essere sempre tradotto concretamente nella vita del
singolo. Questo crea – come pensava Benedetto – una sana cultura
del vivere, che non fa bene solamente a quelli che la seguono, ma che
influisce positivamente anche sul mondo che li circonda.
Oggi
incontro un numero sempre maggiore di persone che in modo
entusiastico danno ad intendere di amare solamente Gesù. Ma non lo
si vede nella loro vita. La loro vita è caotica, senza una sua
cultura. Spesso danno fastidio agli altri, perché, sottolineando il
loro amore di Gesù, pongono al centro solamente se stessi e la loro
pietà straordinaria. Una pietà che non forma la vita, per san
Benedetto non ha alcun valore. Ogni vera spiritualità ha creato
in ogni tempo anche una cultura della vita, che è divenuta visibile
e che è stata in grado di offrire salvezza per altre persone.
Una spiritualità è stata sempre anche 'arte di vivere in modo
sano'. Quest'arte tocca tutti gli ambiti della vita: la casa, il cibo
e le bevande, il lavoro, la comunità, il rapporto con la creazione,
la cultura della reciprocità, le azioni liturgiche, la
struttura della società. Un aspetto importante di quest'arte sono
anche i rituali salvifici. In essi si 'incarna' la nostra
spiritualità, prende concretamente carne e sangue,
trasformando la nostra vita.
(A.Grün,
I rituali della vita. Vie per trovare
sicurezza e gioia, Queriniana, Brescia 1998,
pp. 7-9)