domenica 22 marzo 2015

"MEGLIO PARLARE CHIARO DELLE DIFFERENZE"


«Le differenze di genere? I bambini le capiscono a poco più di due anni, quindi parlarne alla scuola materna è normale ». Non ha dubbi Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta ma soprattutto esperta in temi di educazione e scuola.
 
Ad alcuni genitori affrontare questioni di gender alla scuola materna, come nel progetto di Trieste, sembra presto. Cosa ne pensa?
 
«Non sono d’accordo. A quell’età i bambini sono già avanti, le loro differenze le cominciano a notare già dopo i 2 anni. È invece giusto spiegargli, fuori dagli stereotipi, come le diversità non comportino preclusioni: un bimbo può giocare con le bambole o una bimba può vestirsi da pirata senza che ci sia nulla di male».
 
Alcuni genitori sembrano essersi impuntati proprio sulla questione del travestimento.

«Travestirsi è uno dei giochi più amati, forse è preferibile usare degli abiti di scena come accade in teatro, perché realizzare degli scambi tra maschi e femmine può sembrare una forzatura».
 
Perché i genitori sono così spaventati?
 
«Credo sia un fatto di mentalità italiana, dovuta anche alla vicinanza con la Chiesa che non ha posizioni chiare. Il paradosso è che i nostri bimbi sono già bombardati da messaggi sessuali, ma nessuno gli spiega chiaramente come stanno le cose. Sarebbe meglio seguire l’esempio delle scuole materne in Germania o in Austria, dove ci sono corsi di educazione sentimentale e sessuale»
 
E per quanto riguarda i controversi riferimenti agli organi genitali?
 
«Per i bimbi è normale notare anche quelle parti del corpo, lo fanno senza pruderie e devono avere delle spiegazioni, naturalmente fatte usando il linguaggio dei bambini».
 
(Irene Maria Scalise, Repubblica 10 marzo).