Sogno una chiesa che partecipi al sorriso di Dio
mentre si dondola nella sua estasi e si rallegra della sua arte:
è felice per il suo mondo, nel suo rischiare di crescere:
questo è il bambino che ha fatto nascere
e che abbraccia stretto al suo cuore.
Sogno una chiesa che partecipi al pianto di Dio
che si rannicchi, oppressa dalle afflizioni che vede:
pianga per l'ostilità, il freddo e l'assenza di speranza,
perché porta in sé la nostra disperazione e malattia.
Sogno una chiesa che si unisca alla danza di Dio
che si muove come il vento, le onde e il fuoco:
una chiesa che possa sollevare i lembi delle sue gonne, piroettando,
con passi di danza che rivelino i desideri più profondi di Dio.
Sogno una chiesa che si unisca all'amore di Dio
quando si piega per abbracciare coloro
che non sono amati e i perduti,
una chiesa che possa liberare, con la sua condivisione
e la sua audacia
coloro che sono imprigionati e poveri, ed accollarsi il prezzo.
Signore, facci essere la chiesa che si unisce al tuo vivere
così come tu hai cura e metti alla prova, freni e lasci andare,
una chiesa che sia affascinante, appassionata, ispirata;
leonessa della tua giustizia e agnello della tua pace.
(Kate Compston, Rete di Liturgia n. 4 anno 1997,
a cura della Commissione spiritualità e liturgia
della Federazione delle chiese evangeliche in Italia)