De Benedetti- Giuliani, Dire grazie, L'hallelujah della gratitudine, Morcelliana, Brescia 2014, pag 94, euro 10,00.
Quando esce un libro in cui tra gli Autori compare Paolo De Benedetti, i miei piedi seguono l'impulso del cuore e corro in libreria.
Non sono mai stato deluso.
Scavare nel tessuto e nelle cause dell'ingratitudine, come aprire gli occhi e il cuore alla gratitudine, è un cammino che copre l'intero arco dei nostri giorni.
Anche su questi terreni, un innamorato della Scrittura come il sottoscritto, scova tesori spesso inesplorati.
Benedizione e gratitudine segnano in profondità i due Testamenti biblici. Essi ci rendono attenti all'ingratitudine come habitus che conduce all'indifferenza, al non ponderare persone e cose. La gratitudine, invece, crea un tessuto connettivo in cui cresce la comunione tra creature e Creatore.
In questi anni l'alleluia e l'osanna, come leggiamo nei due Testamenti fino al vertice del libro dei Salmi, diventano sempre più importanti per aiutarci a scoprire che la nostra vita non si svolge soltanto tra squallori, ingiustizie e deprivazioni.
Essa è ricca di meraviglie da scoprire e di gratitudine da vivere. La nostra vita è in larga misura un dono di cui dobbiamo essere riconoscenti.
Franco Barbero