"Propaganda omofoba assedia le scuole"
I genitori si mobilitano
I genitori si mobilitano
Espellere la "Cultura del gender" e eliminare dalle scuole ogni lezione, corso o incontro dedicato alle differenze tra orientamenti e contro l'omofobia. E' questo, secondo l'Agedo, l'Associazione dei genitori di omosessuali, e il Coordinamento dei genitori democratici, l'obiettivo dei «gruppi fondamentalisti cattolici che mirano a intimidire docenti, genitori e soprattutto dirigenti scolastici con una propaganda martellante, ideologica e violentemente omofoba tesa ad impedire le buone pratiche educative che mettono al centro dell'attenzione la condizione dei nostri figli e delle nostre fi1ie lgbt». E' con questo timore, dopo le interrogazioni in diversi Consigli comunali e la propaganda delle "Sentinelle in piedi", che Agedo e Coordinamento promuovono per giovedì (alle 20,30 alla Cascina Villafranca, via Rubino 45) una serata aperta a tutti - con le assessore Ilda Curti e Monica Cerutti, Enzo Cucco di "Certi Diritti", Claudio Bocca, docente alla scuola media Matteotti, e Pietro Rapisarda, dirigente scolastico all'istituto Beccari - moderata da Elisa Trovò, nella quale si chiede a tutti di «portare almeno una persona con sé».
«Alla propaganda omofoba - spiega Lino Manfredi dell'Agedo - vogliamo opporre la forza della ragione e la nostra capacità di intervento sulle classi, attraverso la formazione specifica di docenti e personale della scuola». In effetti, la «propaganda omofoba» di cui parla Manfredi ha cambiato negli ultimi mesi sia gli accenti sia il linguaggio, diventando non solo ancora più conservatrice ma molto più aggressiva verso scuole e associazioni accusate di fare «omosessualismo» e di promuovere una «ideologia del gender» che peraltro nessuno sostiene e che è quindi perlopiù oscura alle stesse scuole, con 1'accusa di voler «convertire» bambini e ragazzi, trasformando gli eterosessuali in omosessuali, o addirittura «i ragazzi in ragazze». «Per questo - dice Manfredi - chiediamo a tutti, anche a chi di solito non ha tempo per aderire agli incontri Agedo, di partecipare a questa serata, portando con sé parenti, amici e conoscenti. Vogliamo che questo incontro abbia un significato simbolico, e speriamo anche pratico, e serva a denunciare alla città i nuovi rischi che potrebbero influire sull'educazione dei nostri figli e lasciare via libera al bullismo omofobico nelle scuole contro il quale tante campagne, anche istituzionali, combattono. Un bullismo che rischia di entrare a far parte della vita scolastica quotidiana, se nessuno lo contrasta con adeguate misure educative».
Vera Schiavazzi
(la Repubblica 25 maggio)