Il
corteo Sinto ieri a Bologna è stato senza dubbio una bella
manifestazione vivace. Organizzato dai Sinti a Bologna, una iniziativa
sostenuta e "benedetta" dalla "Chiesa evangelica Tzigana". Controllati i
toni rivendicativi, molti preoccupati anche a rimarcare la loro
"italianità" di fatto, rimarcando il fatto di non essere
extra-comunitari. "Questa di oggi è una manifestazione dei Sinti
Italiani". Infatti pochi i Rom presenti. C'era anche Djiana Pavlovic,
nota attivista Rom ma dal palco non ha parlato. La parola era concessa
solo ai Sinti e ai loro pastori e al Gagè. Tra l'altro molto bello
l'intervento dell'on. Luigi Manconi.
Silvia, dal palco ha evidenziato che la parola "ingiustizia" non è stata nominata e ha sottolineato l'importanza di rendere attuale quell'invocazione gridata lungo il percorso: "Siamo Figli dello stesso Padre."
"Siamo
parte di uno stesso popolo...qui c'è felicità a differenza di altre
piazze dove si respira nell'aria un certo odio. Questo nasce dalla
cattiva memoria, dall'oblio". Manconi ha rimesso al centro
dell'attenzione la realtà dei migranti che arrivano oggi tra noi. "Non
dimentichiamo quello che siamo stati, quando eravamo noi italiani visti
con diffidenza e sospetto in America, in Svizzera.."I non italiani
devono essere tutelati come noi italiani, perchè i diritti non sono divisibili."
Pochi
ricordano che il 16 maggio 1943 nel campo di concentramento di
Auschwitz-Birkenau, avvenne la rivolta "zingara" contro le SS tedesche,
decise ad eliminare la presenza zingara, cosa che is completò poco dopo,
dei circa duemila sopravvissero solo 11.
Pochi sanno che ci fu un massacro nel massacro, quello di migliaia di sinti cristiani armeni.
Pochi sanno che ci furono Sinti che si unirono ai partigiani nella lotta di liberazione.
Pochi
ricordano e molti hanno dimenticato che proprio qui a Bologna nel 1990,
qui vicino la banda della Uno bianca uccise due Sinti, solo perchè
"zingari" e ferì gravemente due bambini.
Pochi sanno che tra gli "angeli del fango", c'erano anche dei Sinti.
Silvia, dal palco ha evidenziato che la parola "ingiustizia" non è stata nominata e ha sottolineato l'importanza di rendere attuale quell'invocazione gridata lungo il percorso: "Siamo Figli dello stesso Padre."
Ciao Ago