COMITATO PINEROLESE CONTRO L'OMO-TRANSFOBIA
DOMENICA 17 MAGGIO 2015
Veglia di preghiera
in ricordo delle vittime dell'omofobia e della transfobia
Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo
(Salmo 139, 14)
G. Dio, che ci è padre e madre, ci incontra e ci chiama a seguirlo.
La sua presenza ci guida, la sua parola ci libera, il suo amore ci illumina.
Tutti/e insieme:
Signore Dio, sii assieme a noi oggi.
Noi veniamo a te da molti luoghi diversi e da esperienze diverse,
positive e negative, arricchenti e deludenti.
Tu ci accogli, così come siamo.
Tu ci chiami, nella nostra forza e nella nostra debolezza.
Tu ti rivolgi a noi, ben attenti o sordi come siamo.
Dacci un cuore aperto alla tua parola,
abita le nostri menti con la forza del tuo spirito
e concedici forza secondo la tua volontà.
PRIMA TESTIMONIANZA
(dopo la lettura si accende una candela, qualche istante di silenzio)
1. Nell'ora della paura
in te confido.
In Dio, di cui lodo la parola,
in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
LETTURA BIBLICA: Genesi 11,1-9
Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Tutti/e insieme:
Signore, siamo di fronte a te in questo momento di intimità profonda. Tu ci ascolti e ci rispondi, conosci i nostri timori e ci rassicuri, conosci la nostra debolezza e ci vieni incontro. Noi vacilliamo nelle nostre insicurezze; di fronte al dolore ci scoraggiamo, di fronte alle grandi ingiustizie del mondo ci sentiamo impotenti, al punto che non riusciamo più a cercarti e a chiamarti, forse perché abbiamo paura di non ricevere risposta. Eppure, Signore, ci incoraggi e ci spingi ad agire per la giustizia e la pace. Solo la fede in Te e nella Tua Parola ci potranno trasformare in strumenti di pace. Pace per i popoli. Pace per gli oppressi e le oppresse. Pace per gli afflitti e le afflitte. Pace per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersex e queer. Amen.
SECONDA TESTIMONIANZA
(dopo la lettura si accende una candela, qualche istante di silenzio)
2. Io invece non cesso di sperare,
moltiplicherò le tue lodi.
La mia bocca annunzierà la tua giustizia,
proclamerà sempre la tua giustizia,
che non so misurare.
LETTURA BIBLICA: Giovanni 16, 29-33
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
Tutti/e insieme:
Signore tu consoli ogni nostra afflizione come un padre ed una madre misericordiosi. Tu non sei il Dio nell'alto dei cieli. Sei il Dio fattosi uomo che vive nelle favelas della nostre esistenze e conosci ogni nostra gioia, afflizione e speranza. Conosci la povertà dell'essere umano come la sua nobiltà. Eppure Signore non disdegni la nostra compagnia, ci prendi per mano e cammini con noi. Avendo fede in te, Signore, riempi il nostro cuore di giustizia e fa' che la nostra voce annunzi la tua Parola in attesa della venuta del Regno. Amen.
TERZA TESTIMONIANZA
(dopo la lettura si accende una candela, qualche istante di silenzio)
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Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo,
visitaci con la tua salvezza,
perché vediamo la felicità dei tuoi eletti,
godiamo della gioia del tuo popolo,
ci gloriamo con la tua eredità.
LETTURA BIBLICA: Isaia19, 23-25
In quel giorno ci sarà una strada dall'Egitto verso l'Assiria;
l'Assiro andrà in Egitto e l'Egiziano in Assiria;
gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri.
In quel giorno Israele sarà il terzo con l'Egitto e l'Assiria,
una benedizione in mezzo alla terra .
Li benedirà il Signore delle schiere angeliche:
"Benedetto sia l'Egiziano, mio popolo,
l'Assiro, opera delle mie mani,
e Israele, "mia eredità".
PREDICAZIONE E COMMENTI
Tutti/e insieme
In quel giorno ormai all'aurora
ci sarà una strada aperta e spaziosa:
in essa cammineranno,
ora cantando ed abbracciandosi,
ora stringendosi le mani,
guardandosi limpidamente negli occhi
eterosessuali, gay, lesbiche, transessuali.
Gli uni andranno verso le altre
chiamandosi dolcemente per nome.
Nessuno fuggirà a nascondersi.
In quel giorno ormai vicino,
ma forse anche un po' lontano,
omosessuali, lesbiche ed eterosessuali
saranno insieme una benedizione
per tutto il mondo.
In quel giono si dirà:
perché non abbiamo capito prima
che gli omosessuali sono popoli di Dio,
le lesbiche opera delle Sue mani,
eterosessuali e transessuali Sua eredità?".
G. Oggi come sempre le Chiese sono poste di fronte a questa sfida: accettare la vita reale delle persone. Quelle persone che cercano anche di fronte a Dio di riconoscere lo statuto della propria identità. L'altra opzione che è possibile per le Chiese è quella di cercare di imporre ancora una volta l'ideologia coloniale dell'eterosessualità obbligatoria. Ma la vita delle persone prevale e chiede di essere riconosciuta nella sua fluidità. Non è un caso che quest'anno il versetto biblico scelto per le veglie di preghiera contro l'omofobia sia tratto dal Salmo 139, 14: «Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo». Un versetto che parla dell'accettazione di sé come opera di Dio, qualunque sia la posizione di identità, genere, orientamento o corpo biologico in cui ci si trova. Oggi, le persone queer insegnano alla Chiesa a lodare Dio da tutte le posizioni, da tutti i margini, da tutti i nascondigli in cui la Chiesa ha costretto le persone a rinchiudersi, e che vengono invece aperti dalla grazia di Dio che accompagna ognuno/a nel proprio transito, nel cammino e nella fluidità dell'esistenza, rompendo le imposizioni del potere sui soggetti soggiogati e ridando voce ai senza parola, anche attraverso l'affermazione di sé con la manipolazione del proprio corpo". (Riflessioni della pastora Letizia Tomassone pubblicate sul mensile Confronti, maggio 2015).
QUARTA TESTIMONIANZA
(dopo la lettura si accende una candela, qualche istante di silenzio)
1. O Dio, nostra fonte di speranza e di sicura salvezza, aiutaci ad affrontare situazioni di prova dettate da odio mostrateci da chi, rancoroso, non sa cogliere nei più deboli o diversi,il fratello o la sorella da soccorrere, scoprire ed aiutare.
2. Aiutaci ad affrontare questo duro cammino sicuri del tuo conforto, balsamo sulle nostre ferite quotidiane, affinché possiamo, con la perseveranza e la forza da Te donateci, batterci per la tolleranza ed il rispetto reciproci.
3. Dio, ti ringraziamo perché sei sempre presente, sia nei momenti di condivisione come oggi ma soprattutto nei momenti più bui nei quali ci possiamo sentire soli, confusi, senza speranza ma che grazie al Tuo conforto noi troviamo, anche in quei momenti, la forza per continuare la nostra vita ed ad abbandonarci all'amore.
Tutti/e insieme:
Sostienici nel proseguire il cammino di fede e nel portare a tutti un messaggio di pace e di rispetto, senza distinzione di credo, di provenienza, di orientamento sessuale e perdonaci per i continui errori che commettiamo a causa di tutte le nostre fragilità umane.
A