giovedì 14 maggio 2015

Trivio leghista

Qualcuno pensa che sia stato l'annuncio di un'imminente legge sul conflitto d'interessi a spingere Matteo Salvini a insultare la ministra delle Riforme («La sculettante Boschi»). Si sbaglia. La verità, purtroppo, è che l'offesa personale (preferibilmente sessista) è entrata da vent'anni nella tradizione italiana del populismo demagogico. Certo, Grillo ha rimpolpato alla grande il repertorio, spacciando per satira i suoi insulti a pallettoni, ma il solco l'hanno tracciato i leghisti, a cominciare da Bossi che definì «una scoreggia nello spazio» il suo ex ideologo per finire a Calderoli che paragonò la ministra Kyenge a «un orango ». E oggi Salvini, che ha sepolto la Padania e sostituito la camicia verde con la felpa targata, ci rivela il vero segno di continuità con la Lega del senatùr: il lessico da trivio.
Sebastiano Messina

(Repubblica 8 maggio)