Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°14 giugno '15
In evidenza:
APPUNTAMENTI DI COMUNITA'
- 7 e 21/6: eucarestie
- 8, 15, 22/6: gruppi biblici
- 29/6: assemblea di programmazione
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- 7, 13, 27/6: incontri Scala di Giacobbe
- 4/6: Comitato contro l'omo-transfobia
- Assemblea sinodale permanente dei cristiani conciliari
RECENSIONI
- Borghi, Cahill, De Benedetti e Giuliani, Loser Friedli, Mancuso, Recalcati, Thellung, Libri vari
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- Sono grato a Dio
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questionario in vista del sinodo
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)
DOMENICA 7 GIUGNO alle ore 10 - Eucarestia: prepara il gruppo del lunedì sera.
LUNEDI' 8 GIUGNO alle ore 16 e alle ore 21 - Gruppi biblici: concludiamo la lettura del libro dell'Esodo commentando le sezioni Es. 24-31 e 35-40 dedicate al culto.
LUNEDI' 15 GIUGNO alle ore 16 e alle ore 21 - Gruppi biblici: parleremo dei brani correlati all'Esodo presenti negli altri libri biblici.
DOMENICA 21 GIUGNO alle ore 10 - Eucarestia: prepara il gruppo del lunedì pomeriggio. Chi lo desidera può fermarsi per il pranzo (ognuno/a porta qualcosa).
LUNEDI' 22 GIUGNO dalle ore 19 - Cena a gruppi unificati: con questo momento di festa e convivialità termineremo le attività dei due gruppi biblici che riprenderanno a settembre.
LUNEDI' 29 GIUGNO dalle ore 18 alle ore 19,30 - Assemblea mensile di programmazione: come sempre chi lo desidera può fermarsi a cenare in sede.
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero
SABATO 6 GIUGNO alle ore 10 – a Chieri: presso la locale comunità cristiana di base, si tiene la giornata conclusiva del corso biblico di Torino. Anna Campora presenta il libro "Preghiera" di Matthew Fox, (ed. Gabrielli) e Franco Barbero presenta "Dire grazie, l'hallelujah della gratitudine" di De Benedetti e Giuliani. A seguire eucarestia e pranzo autogestito. L'incontro è aperto a chiunque voglia partecipare. Per informazioni contattare Maria Zuanon 349-7206529
MERCOLEDI' 17 GIUGNO alle ore 20,45 – a Cogoleto: presso l'auditorium incontro su "Fede, cultura e omosessualità". Per informazioni: Maurizio Gugliotta 328-2929678.
VENERDI' 3 LUGLIO alle ore 16,30 – a Rivalta: incontro mensile degli adulti del gruppo "Primavera" su un tema ancora da definire. Per ulteriori informazioni seguire il blog di Franco nei prossimi giorni.
DOMENICA 28 GIUGNO dalle ore 10,30 alle 16 – Incontro mensile della comunità nascente a Torino (via Principe Tommaso, 4): accoglienza a partire dalle ore 10 ed eucarestia dalle ore 10,30. Dopo il pranzo autogestito, svolgeremo una breve ricerca comunitaria.
NB: le date di giugno del gruppo biblico di Moncalieri e del gruppo biblico giovanile saranno stabilite nei prossimi giorni e verranno comunicate appena possibile sul blog di Franco Barbero: http://donfrancobarbero.blogspot.it/
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
La Scala di Giacobbe (gruppo gay lesbico bisex transgender di Pinerolo)
Domenica 7 giugno partecipazione alla manifestazione "Dire Fare ecosolidale". Saremo presenti dalle ore 9 alle 18 in uno stand in piazza San Donato a Pinerolo con materiale informativo.
Sabato 13 giugno alle ore 17,30, presso la sede del FAT in Vicolo Carceri 1 a Pinerolo, alcune persone transessuali e i loro familiari condivideranno le proprie esperienze di vita. Alle ore 19,30 cena autogestita. Alle ore 21 proiezione di un film a tematica LGBT.
Sabato 27 giugno partecipazione al Torino Pride 2015 "Orgoglio e pregiudizi", con partenza alle ore 16 da via Cibrario. Porteremo lo striscione del nostro gruppo.
Per ulteriori informazioni scrivere a lascaladigiacobbe@gmail.com
Comitato pinerolese contro l'omo-transfobia
Maggio è stato un mese ricco di iniziative.
Sabato 16 siamo stati guidati alla scoperta degli studi di genere dalla professoressa Maura Traina, fondatrice del gruppo "Welcome" del liceo Porporato di Pinerolo, che ha affrontato anche la controversa tematica connessa alla cosiddetta "teoria del gender". E' stato un incontro assai illuminante.
Altrettanto costruttiva e partecipata è stata la presentazione del libro "L'amore omosessuale" tenutasi lo stesso giorno presso il salone del Circolo sociale a Pinerolo. Sono intervenuti l'autore Damiano Migliorini e Franco Barbero dando vita ad un vivace dibattito sul rapporto tra la morale cattolica e l'omosessualità.
Domenica 17 presso il Circolo Stranamore si è svolta la veglia di preghiera per le vittime dell'omofobia, attraverso l'ascolto toccante di alcune testimonianze di violenze e discriminazioni ai danni delle persone GLBT.
Il prossimo incontro organizzativo del Comitato si svolgerà giovedì 4 giugno alle ore 20,45 presso i locali del Tempio Valdese a Pinerolo. Chiunque desideri partecipare è benvenuto/a.
Gruppo "Primavera" di Rivalta Incontri biblici mensili del gruppo adulti
- Sabato 23 maggio ci siamo trovati a Rivalta per l'incontro biblico mensile. Dopo l'introduzione di Franco Barbero ci siamo confrontati sul libro del "Deuteronomio". Si è trattata della tappa conclusiva di un itinerario biblico assai desueto ed impegnativo in cui in cinque mesi abbiamo ripercorso l'intero Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e appunto Deuteronomio). Si tratta di libri che solitamente, tranne brevi accenni, vengono dimenticati o tralasciati. Eppure, per poter fare un po' degnamente i conti con le Scritture ebraiche, questi testi sono fondamentali. E' ovvio che la loro lettura esige una notevole conoscenza dei dati storici, letterari, ermeneutici. Solo leggendo e rileggendo, con l'ausilio di alcuni strumenti essenziali, si possono cogliere gli intramontabili messaggi di questi scritti. Senza un percorso comunitario diventa assai difficile entrare in dialogo con questi libri e cogliere la testimonianza di fede che essi, da un mondo culturale lontanissimo, ancora ci offrono.
- Venerdì 3 luglio alle ore 20,30 ci incontreremo presso la cdb di via Città di Gap 13 a Pinerolo per un incontro sull'ultimo libro di Hans Kung, "Morire felici? Lasciare la vita senza paura" (ed. Rizzoli) che sarà introdotto da Franco Barbero.
Incontri mensili di catechesi
- Sabato 23 maggio ci siamo incontrati per la celebrazione della festa del "pane nostro" con consegna della Bibbia a Caterina Giusti, Giulia Pisanò e Matilde Totino. L'incontro si è svolto presso la cascina "Arzilla" di Volvera, una delle cascine confiscate alla mafia e messe a disposizione per attività si solidarietà e convivialità. A seguire, cena comune.
- Domenica 7 giugno alle ore 19,15 a Rivalta, presso il "Filo d'Erba", preghiera (breve) e cena finale dell'anno, in condivisione con la Comunità famiglie.
Noi siamo Chiesa: assemblea nazionale a Brescia Domenica 14 giugno si terrà la XVII assemblea nazionale del movimento "Noi siamo chiesa", presso il Centro Parrocchiale di S. Maria in Silva in via Sardegna, 24 a Brescia.
Il programma è il seguente:
- ore 9,30: accoglienza dei partecipanti
- ore 10: preghiera iniziale, presentazione dei partecipanti e saluto del parroco don Fabio Corazzina
- ore 10,15: intervento della Presidente delle teologhe italiane Cristina Simonelli su "Senza contare le donne e i bambini? Un'agenda per il Sinodo". Segue discussione sull'intervento e, in generale, sulla situazione nella Chiesa e della Chiesa con particolare riferimento al Sinodo e all'assemblea della Chiesa italiana di Firenze (novembre).
- ore 12,15: celebrazione eucaristica.
- ore 13: pranzo comunitario (per motivi organizzativi si chiede prenotazione)
- ore 14,15: a cura del coordinatore nazionale Vittorio Bellavite "Un anno di Noi Siamo Chiesa", con le iniziative in cantiere e proposte.
- ore 14.45 (a cura di Basilio Buffoni e Mauro Castagnaro): i rapporti internazionali di "Noi Siamo Chiesa" e l'iniziativa Council 50 years. Breve resoconto. A seguire discussione.
- ore 15,15: le situazioni locali di "Noi Siamo Chiesa", la comunicazione: il sito e la pagina facebook, materiali divulgativi, i nostri libri. A seguire discussione.
- ore 16 (a cura di Giovanni Ambrosoni): le adesioni e il bilancio. Decisioni circa l'organizzazione del Coordinamento nazionale.
- ore 17: preghiera di chiusura: Padre Nostro, abbraccio di pace.
- ore 17,15: conclusione dell'incontro
"Chiesa di tutti chiesa dei poveri": verso un'assemblea sinodale permanente dei cristiani conciliari
Riportiamo nel seguito l'intervento di Franco Barbero che su richiesta del collegamento nazionale ha parlato a nome delle comunità cristiane di base all'incontro organizzato il 9 maggio a Roma da "Chiesa di tutti chiesa dei poveri", una rete di gruppi e riviste di area conciliari italiani.
L'assemblea si è conclusa con la decisione di proseguire il lavoro di collegamento tra le varie realtà conciliari formando un'assemblea sinodale permanente dei cristiani conciliari, come sottolinea Enrico Peyretti nello scritto che riportiamo subito dopo.
Intervento di Franco Barbero all'assemblea del 9 maggio
Trovarci qui insieme a 50 anni dalla Gaudium et Spes e a pochi mesi dal Sinodo dei vescovi costituisce un dono di Dio, ma anche un forte richiamo, anzi un vero appello alla responsabilità.
Se con papa Francesco si sono aperte alcune finestre, che hanno reso più respirabile l'aria di questa casa comune, la prosecuzione del cammino di conversione anche strutturale non è affatto scontata.
Senza una partecipazione attiva del popolo di Dio, di cui anche noi siamo parte, corriamo il rischio che le finestre si richiudano e i ritardi si aggravino. Tali ritardi possono tradursi in delusione, fuga, emarginazione, abbandono della esperienza ecclesiale o addirittura della fede.
Che cosa possiamo fare per una chiesa sempre più evangelicamente inclusiva e per una fede adulta e sempre più inserita nella vita degli uomini e delle donne di oggi? Tra le tante riflessioni e proposte che qui sono emerse, mi permetto di segnalarne quattro che a me sembrano prioritarie.
A) Pur ritenendo essenziale ciò che ogni persona e ogni realtà qui rappresentata fanno nel loro specifico ambito e spazio comunitario, il "fare insieme" è sempre più determinante ed essenziale per la nostra testimonianza nel mondo.
Sì, "fare insieme" come "allargamento dello spazio della tenda" (Isaia 54,2), come "allargamento dei nostri cuori" (II Cor 6,13) per accoglierci nelle nostre molteplici ed arricchenti differenze di percorsi.
Sento, a partire da me stesso e dai gruppi e comunità con cui faccio strada, quanto questa accoglienza reciproca sia insieme impegnativa e feconda.
Sono convinto, oggi più che mai, che senza questo progettare e agire in una reale comunione delle nostre differenze, non potremo testimoniare il Vangelo di Gesù di Nazareth, nè potremo seminare germogli di futuro nella nostra chiesa.
B) Propongo che l'incontro di oggi possa diventare fondativo di una assemblea sinodale permanente in cui, con cadenza annuale, offriamo alla chiesa e ai suoi pastori le voci, le riflessioni, le proposte che riusciamo a percepire come utili per il bene della comunità ecclesiale.
Non collocandoci né sopra, né contro, né sotto, ma sentendoci parte integrante di questa chiesa che amiamo, il fatto di costruire e costituire una stabile comunione sinodale, ci permette, a mio avviso, di sostenerci a vicenda nelle singole chiese locali e di dare espressione corale alle varie proposte. Spirito critico e spirito costruttivo possono coniugarsi e fecondarsi a vicenda. Affido umilmente questa proposta alla vostra valutazione.
C) Ritengo che il punto decisivo rispetto alla presenza cristiana accogliente ed inclusiva sia costituito dalla "famiglia". Il passaggio dal singolare al plurale è, a mio avviso , una delle svolte, uno dei passaggi che riconcilia la nostra chiesa con la realtà delle donne e degli uomini di oggi.
D) Mi sembra importante il fatto che una chiesa della misericordia e dell'accoglienza faccia propria la sfida di non separare la sua prassi evangelica dalla conversione anche a livello dottrinale e strutturale. Una stridente contraddizione tra prassi e dottrina comprometterebbe la nostra testimonianza nel mondo.
Franco Barbero
(Comunità cristiana di base di Via città di Gap 13 - 10064 Pinerolo (To).
donfrancobarbero@alice.it; 0121/72857; 340/8615482)
Commento all'assemblea di Enrico Peyretti
Ieri 9 maggio si è tenuta a Roma la IV assemblea (3-400 presenti da ogni parte del paese) della rete "Chiesa di tutti chiesa dei poveri", nel 50° del Concilio, dedicata questa volta alla "Gaudium et Spes" (vedere i contenuti nel sito www.chiesadituttichiesadeipoveri.it).
L'assemblea si è conclusa con una decisione importante, proposta in vari interventi: proseguire il lavoro ecclesiale dei tanti gruppi locali e reti nazionali in questi anni di ripresa della partecipazione attiva, già prima della elezione di Francesco, formando un "sinodo permanente dei discepoli" (siamo tutti ugualmente discepoli, popolo e ministri).
Ora il gruppo finora coordinatore curerà la comunicazione per favorire la partecipazione più larga e significativa. Si intende, come è stato finora nelle varie componenti ed espressioni di questo movimento ecclesiale spontaneo, che lo spirito dell'iniziativa non è rivendicativo ma liberamente e responsabilmente evangelico, riflessivo, propositivo.
Si prevede, per ora, una periodicità almeno annuale. Temi possibili per importanza e urgenza sembrano al momento: le donne nella chiesa; i ministeri; il giubileo della misericordia. Ogni contributo e proposta sono utili.
Intanto dal 20 al 22 novembre si terrà a Roma, nel 50° del Concilio, un incontro mondiale "Verso una Chiesa ispirata dal Vangelo, per il mondo" (info: www.council50.org).
Enrico Peyretti
RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)
Thomas Cahill, Desiderio delle colline eterne
Riporto da una mia lunga recensione questo brano con cui raccomando vivamente la lettura di questo studioso di teologia e filosofia medievale che recentemente ha rivolto i suoi studi biblici all'ambiente giovanneo con particolare acume e competenza.
L'Autore fa notare come Giovanni sarà usato per fini dogmatici e segnò l'avvio verso la nascita del cristianesimo, come religione separata dall'ebraismo.
Siamo ormai mille miglia lontani dal Gesù storico e sta per nascere una nuova religione: "La chiesa del Discepolo Amato si era trasformata in una specie di isola che i cambiamenti geologici hanno distaccato dal continente. Per molti anni ebbe uno sviluppo separato: dagli ebrei, dagli 'eretici', persino dagli altri cristiani 'ortodossi'" (pag. 231).
Fu con il secondo secolo che la comunità giovannea cominciò a trovare spazio e la sua cristologia alta cominciò a "sedurre" e la sua "peculiare letteratura" cominciò a trovare posto nella "biblioteca" delle origini cristiane.
E così si getta il ponte verso un cristianesimo dogmatico: "Se Dio può così farsi carne, Gesù deve essere l'auto-rivelazione di Dio e, dunque, di Dio in una forma molto più integrale ed essenziale di qualsiasi profeta precedente (e semplicemente umano). E' quest'ultimo pensiero che costituisce il ponte tra le prime teologie e le grandi affermazioni cristologiche del II secolo; più di ogni altro documento del Nuovo Testamento è il Vangelo di Giovanni a darci un'immagine di questo ponte mentre viene edificato, quasi un'istantanea di questa nuova teologia durante il processo di costruzione. Alla fine del II secolo Ignazio di Antiochia, uno dei primi grandi vescovi, parlerà senza ambiguità del nostro Dio, Gesù Cristo" (pag. 220).
Chi è avvertito di questi "passaggi" storici può leggere con gioia questo Vangelo che "riesce ancora a incendiare di rabbia i lettori ebrei e a sconcertare i cristiani" (pag. 230). Senza queste avvertenze si può correre il rischio di confondere Gesù con Dio. Certo, oggi, moltissimi Studi esegetici ed ermeneutici hanno fatto luce su questi "spostamenti", ma non è chiaro per tutti che "figlio di Dio" "è un'espressione ricorrente nella prima letteratura biblica in riferimento a chiunque potesse essere considerato portavoce di Dio" (pag. 215), "uno che pronunciava il messaggio di Dio" (pag. 216).
Così ridiventa pacifico che, in riferimento alle nostre origini, si può sottoscrivere che "anche il cristianesimo è una forma di giudaismo" (rabbino Shaye Cohen).
Intanto sarà bene ricordarsi che bisogna parlare storicamente di "cristianesimi" (il plurale è d'obbligo) e che, anche con l'ultima redazione del Vangelo di Giovanni, non siamo ancora arrivati alle formulazioni dogmatiche di Nicea e Calcedonia.
Spero che le citazioni qui riportate rappresentino un invito alla lettura del volume e anche una sollecitazione a leggere il Vangelo di Giovanni con rinnovato impegno e con maggiore consapevolezza dei problemi che il testo solleva.
In libreria per Fazi editore, 2003, pp. 324, € 17
Ernesto Borghi, Dio fa preferenze? Lettura esegetico-ermeneutica degli Atti degli Apostoli
Per chi voglia compiere una lettura documentata e rigorosa del libro degli Atti degli Apostoli, queste pagine offrono molti stimoli.
A partire dalla storia di quegli anni, in cui i discepoli di Gesù erano ancora totalmente interni all'ebraismo, il testo ha la singolare capacità di creare ponti con la vita e le domande di oggi.
Sono particolarmente stimolanti le note che, in fondo pagina, accompagnano tutti i capitoli del volume e i rimandi bibliografici per chi voglia approfondire ulteriormente. Ne consiglio vivamente la lettura.
In libreria per Terra Santa editore, Milano, 2014, pp. 288, €19,90
Antonio Thellung, Sto studiando per imparare a morire
Un libro nato per caso, da una serie di interventi scritti ondine, a distanza, sfociati in un originalissimo testo, fatto di vita, pensieri, sensazioni, ricordi, emozioni e concrete esperienze di vita. Di chi non ha paura di parlare dell'ultimo vero tabù della nostra società contemporanea. Anzi, la morte Thellung la studia, la scruta, per imparare ad accoglierla preparato, come se fosse un'amorevole sorella da tempo attesa.
Puoi richiederlo ad Adista al numero 06/6868692.
In libreria per Altrimedia editore, 2014, pp. 240, €14
Vito Mancuso, Questa vita
Nel sottotitolo "conoscerla , nutrirla, proteggerla" è racchiuso il percorso che l'Autore ci invita a compiere. Al centro stanno la pratica della "cura" e il riconoscimento della relazione. L'interconnessione di tutto l'essere creato, della natura, svela il senso profondo dell'esistenza.
Non si tratta qui solo di un inno alla vita, ma di entrare nella stupefacente avventura di creare relazione, di uscire da sé, di aprirsi, di amare. Il lettore troverà spunti per la sua vita personale e il suo impegno ecologico nel mondo. In sostanza il libro si presenta come un testo di spiritualità in questo tempo segnato dal degrado ma anche dalla speranza.
In libreria per Garzanti editore, Milano, 2015, pp. 160, €14,90
Gabriella Loser Friedli, Oh mon Dieu! LE célibat des pretes, un chemin de croix
Scritto in un francese elegante ed appassionato, il libro riporta le testimonianze di donne e di preti che per lunghi anni si sono visti costretti a nascondere il loro amore in forza di una legge ecclesiastica nemica degli affetti e sospettosa dell'amore.
Il volume è una semplice raccolta di testimonianze che evidenziano drammi segreti e storie di emarginazione. Così, l'Autrice di queste pagine e un piccolo gruppo di altre persone hanno dato vita ad una associazione, la "Zofra", per sostenere le coppie e per rompere la legge del celibato obbligatorio.
Queste pagine mettono in luce quanto cammino resti da compiere per una chiesa dal volto umano.
In libreria per Editions Favre, pp. 192, € 20
Massimo Recalcati, Le mani della madre
Anche chi, come me, non è né padre né madre, ha letto con grande interesse e partecipazione emotiva queste pagine dense e penetranti.
Il libro è di singolare accessibilità. Le donne sapranno leggerlo più in profondità.
Voglio solo aggiungere una annotazione: Recalcati è attentissimo alla "letteratura biblica". Qui in particolare brillano alcune figure di matriarche, lette con penetrante creatività. Quando però arriva Maria "Madre di Dio" e a Gesù "Figlio di Dio" (pag.80-84), Recalcati abbraccia in pieno il linguaggio dogmatico...
Resto sempre stupito dal fatto che intelligenze brillanti e lucide siano spesso dei lettori ingenui sulle tematiche della dogmatica cattolica. Ma questo è un altro "problema"...
Credo che ogni lettore, tanto più ogni lettrice, tragga un enorme arricchimento culturale ed emotivo dalle pagine di questo libro scritto con competenza e con passione.
In libreria per Feltrinelli editore, Milano, 2015, pp. 192, €16
De Benedetti e Giuliani, Dire grazie, l'hallelujah della gratitudine
Quando esce un libro in cui tra gli Autori compare Paolo De Benedetti, i miei piedi seguono l'impulso del cuore e corro in libreria. Non sono mai stato deluso.
Scavare nel tessuto e nelle cause dell'ingratitudine, come aprire gli occhi e il cuore alla gratitudine, è un cammino che copre l'intero arco dei nostri giorni. Anche su questi terreni, un innamorato della Scrittura come il sottoscritto, scova tesori spesso inesplorati.
Benedizione e gratitudine segnano in profondità i due Testamenti biblici. Essi ci rendono attenti all'ingratitudine come habitus che conduce all'indifferenza, al non ponderare persone e cose. La gratitudine, invece, crea un tessuto connettivo in cui cresce la comunione tra creature e Creatore.
In questi anni l'alleluia e l'osanna, come leggiamo nei due Testamenti fino al vertice del libro dei Salmi, diventano sempre più importanti per aiutarci a scoprire che la nostra vita non si svolge soltanto tra squallori, ingiustizie e deprivazioni.
Essa è ricca di meraviglie da scoprire e di gratitudine da vivere. La nostra vita è in larga misura un dono di cui dobbiamo essere riconoscenti.
In libreria per Morcelliana editore, Brescia, 2014, pp. 94, €10
Aristide Fumagalli, La questione gender
L'Autore, uno dei più noti teologi moralisti italiani, compie una attenta disamina dei linguaggi dell'identità.
Anche il suo excursus storico può essere utile. La distinzione tra "studi di genere" e "teoria gender" è talvolta compromessa dalla sua preconcetta presa di posizione a totale sostegno del magistero cattolico, ma qua e là non mancano alcuni segnali interessanti di allerta che meritano attenzione (pp. 73-74).
In ogni caso, il nostro Autore è letteralmente ossessionato dal dissolversi del binarismo ontologico - naturale del rapporto uomo - donna. Esso non solo resta in assoluto il "meglio", ma anche l'unico che trovi fondamento nelle Scritture.
Sembra addirittura incredibile che un giovane teologo legga i primi capitoli di Genesi in questo modo, per ricavare il "modello" con cui misurarsi di fronte all'attuale sfida antropologica.
Con una bibliografia assai limitata, l'Autore compie un itinerario che va diritto alla più rigida dottrina tradizionale cattolica.
Tutto sommato, per chi è abituato a confrontarsi davvero con gli studi di genere e soprattutto con le persone reali, questo libro risulta deludente. Eppure esso segnala dolorosamente quanto sia ampia la distanza che separa la vita degli uomini e delle donne da certa ricerca teologica. Si tratta del ben noto "reparto di verniciatura" dove, con parole nuove e colorate, si riaffermano i principi a tutto scapito delle persone.
Di questo passo si scava l'abisso tra istituzione cattolica, cultura e fede cristiana matura.
In libreria per Queriniana editore, 2015, pp. 112, €9
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Non è bastata
La lezione dell'Irlanda non è bastata ai vescovi cattolici. Anche Parolin, il segretario di stato vaticano, non ha fatto che ribadire la solita dottrina.
Parlano di dialogo, ma fissano già i paletti. La cosa ha dell'incredibile: quando impareranno ad ascoltare le voci che invocano diritti e giustizia?
La vera disgrazia della chiesa gerarchica sta proprio in questa sua incapacità di ascoltare. Così essa perde ogni credibilità antropologica, culturale, evangelica ed ecumenica.
Per dono di Dio, la chiesa è soprattutto il popolo di Dio che spesso sa vivere la fede in modo liberante e responsabile, anche quando i pastori sono alla deriva.
Di questa chiesa adulta c'è un immenso bisogno oggi e soprattutto è necessario che si faccia sentire.
Franco Barbero
Predicazione per l'eucarestia di domenica 24/5/15 (commento al Secondo libro dei Re 4,38-41)
[38] Eliseo tornò in Gàlgala. Nella regione imperversava la carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: "Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti". [39] Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola della minestra, non sapendo cosa fossero. [40] Si versò da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra gridarono: "Nella pentola c'è la morte, uomo di Dio!". Non ne potevano mangiare. [41] Allora Eliseo ordinò: "Portatemi della farina". Versatala nella pentola, disse: "Danne da mangiare alla gente". Non c'era più nulla di cattivo nella pentola.
Ho scoperto questo episodio che si trova nel secondo libro dei Re leggendo il libro di Lidia Maggi "Elogio dell'amore imperfetto" dal quale ho tratto alcune di queste riflessioni.
E' questa una storia per tempi di carestia. Ci si muove nello scenario biblico tra momenti in cui sperimentiamo la presenza di Dio e altri in cui patiamo la Sua lontananza.
La Scrittura muovendosi tra tempi di abbondanza e tempi di carestia ci aiuta a riflettere sui nostri rapporti, in cui conosciamo momenti di grande gioia e altri di difficoltà, per cui diventa importante riuscire ad amarci nell'imperfezione.
Il brano ci racconta che l'entusiasmo del discepolo nel trovare del cibo per sfamare i presenti diventa un pericolo perché ne deriva una minestra velenosa.
Ma il profeta Eliseo di fronte a questa minestra immangiabile non butta via tutto, ma la trasforma aggiungendo la farina.
Spesso noi nello sperimentare la crisi nei rapporti tendiamo a eliminare, a buttare, invece questa narrazione ci suggerisce di avere la capacità di discernimento, di assaggiare, di valutare ciò che non va e poi provare a modificare.
Uno sguardo moralistico può indurci a togliere ciò che non va, la Bibbia che ci racconta di scenari di carestia, non tende a rimuoverli immediatamente ma prova a correggerli come accade nella minestra avvelenata.
Non esistono relazioni perfette nel mondo reale, esistono solo nell'immaginario infantile, nella pubblicità, nei romanzi rosa. Ma nel confrontarci con queste relazioni irreali ci sentiamo inadeguati nella nostra storia affettiva.
E' necessario riconciliarci con le imperfezioni della vita perché la realtà è fatta anche di fragilità, di fallimenti, di incomprensioni e di silenzi.
La presenza di Dio nella nostra vita può aiutarci nel nostro cammino e tenerci lontani dallo scoraggiamento, a valorizzare e vivere con gioia gli anni che ci sono dati.
Franca Gonella
Appello alla libertà
"Per i cristiani la libertà è dono di Dio che ci fa partecipi della sua intimità, della sua stessa libertà. Perciò il rispetto di Dio per la libertà dell'uomo è tale che ci chiama e ci rivela che siamo chiamati alla libertà, ma siamo noi che dobbiamo prendere l'iniziativa di camminare verso di essa. Nessuno, nemmeno Dio, dà libertà a qualcuno. La libertà non di dà. Si conquista. E per conquistarla io vedo che la mia libertà è intimamente legata alla libertà degli altri. Io divento più libero nella misura in cui mi comprometto per la libertà degli altri. Non sarei mai davvero libero se anche gli altri esseri umani non fossero liberi. La libertà diventa quindi una conquista personale e comunitaria".
(tratto da Marcelo Barros-Francesco Comina, Il sapore della libertà, La Meridiana, p. 178)
Un giorno nuovo
Un giorno nuovo, O Dio, un altro giorno è iniziato. E di questo Ti ringrazio.
Anche se il sole oggi è nascosto oltre le nuvole, io Ti cercherò nel volto delle persone
che incontrerò.
Ti sentirò nella brezza che mi accarezza, nelle voci della strada, nel grido di chi soffre la fame e la guerra.
Ancora Ti cercherò nella testimonianza delle Scritture e negli impegni ai quali mi solleciti
in questo nuovo giorno.
Sono sicura che mi darai la forza che viene dalla Tua compagnia che assaporo nell'intimo del mio cuore.
Fiorentina Charrier
Bisognerebbe studiare tutte le occasioni dell'esistenza quotidiana in cui, consapevolmente o meno, noi sopravviviamo grazie alla berakhà, alla benedizione. Questo "grazie a" vuol dire "in forza di" e "a causa di" ma esprime anche consapevolezza del nostro debito e della nostra dipendenza da Dio, dalla terra, dalla pioggia e dall'acqua che fanno germogliare la terra. Dunque ringraziare è una vera e propria mitzwà, è un dovere.
Personalmente sono grato a Dio per due motivi: anzitutto per quello che finora ho ricevuto nella vita, dalla famiglia, dai miei maestri e dagli amici; e poi - e forse il più importante – per quello che io, con fede, so che riceverò. Il mio futuro è nelle mani di Dio e sono grato per quel che non ho ancora ma che avrò da Dio, e di cui sono certo in virtù dell'atto di fede. Ciò vale per questa vita e anche per la morte, nel senso che io so, per fede, che tutti coloro che muoiono saranno richiamati alla vita attraverso la promessa della resurrezione. Per chi crede, Dio è mechajè ha-metim, come ci ricorda la liturgia ebraica, ossia Colui che fa tornare in vita i morti. Sono dunque grato per il mio passato e per il mio futuro, e anche per il passato e il futuro degli altri, il cui destino io metto con la preghiera, per così dire, nelle mani di Dio. Sono poi grato anche al mio prossimo, umano e non umano. Penso anche agli animali domestici che, hanno condiviso la nostra casa, i nostri cani e i nostri gatti. E' una gratitudine reciproca, mia verso di loro e loro verso di me, che si manifesta nello sguardo reciproco. Lo sguardo del cane, del gatto o anche dell'uccello è, a sua volta, non solo un atto di gratitudine ma anche di fede, dell'animale verso di noi, e ci insegna ad avere lo stesso sguardo, da parte nostra, verso Dio. Dalla parte di Dio, esiste uno sguardo verso di noi e di cui noi siamo certi appunto per fede. Se non credessimo a questo sguardo di Dio su di noi esperiremmo la stessa disperazione che visse Gesù sulla croce: "Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Dunque le espressioni hosanna e hallelujah attraversano i testi ebraici e quelli cristiani, e giungono a noi in tutta la loro contemporaneità come grida del cuore, che nascono dall'esperienza ed educano a un costante dialogo con Dio. Direi che il loro ripetersi nei testi sacri ha un valore pedagogico per tutti, giovani e meno giovani, per coltivare il sentimento religioso.
Questa preoccupazione pedagogica ed esortativa - anzi imperativa - nel regno dei cieli scomparirà, e l'hallelujah della gratitudine passerà dalla seconda persona alla prima persona plurale: non più lodate, ma lodiamo. Attenzione, quell'hallelujah sarà cantato non solo dai credenti ma da tutto il creato. Anzi, il cinguettio degli uccelli e lo sbocciare dei fiori nella variegata flora terrestre sono già oggi un grande hallelujah che sale verso il Creatore come atto di fede e di gratitudine".
(tratto da Paolo De Benedetti, Dire grazie, Morcelliana, pp. 77–78)
Dio
"Dio è la più carica di tutte le parole umane. Nessuna è stata così macchiata e così lacerata. Proprio per questo io non posso rinunciare ad essa... Noi non possiamo pulire la parola Dio mettendola da parte...".
Martin Buber
Il buddismo armato
"Quanto più una religione viene identificata con un progetto politico e con i protagonisti della sua realizzazione, tanto più è probabile che una religione imbracci le armi.
Forse il migliore esempio recente di tale riconfigurazione di una religione ad opera della sua stretta associazione a un gruppo sociale e del suo ruolo politico in esso è il paradosso del buddismo cingalese, che si è armato. Si suppone che i monaci buddisti siano profondamente dediti alla nonviolenza; viene richiesto non solo di astenersi dall'uccidere, ma di stare lontani da esercito e traffico di armi.
Non così nello Sri Lanka a partire dalla seconda parte del XX secolo.
Secondo Stanley Tambiah molti monaci cingalesi giunsero alla conclusione che la religione del Budda, il linguaggio e la cultura cingalesi non possono svilupparsi senza un territorio sovrano che è la madre patria, lo Sri Lanka. Per dare fondamento a questa convinzione aderirono al buddismo politico". (da "Concilium" 1/2015, Miroslav Volf).
Oggi tutta la stampa internazionale documenta i progrom buddisti in Tailandia contro una minoranza musulmana dei Rohingya. Quanto sono lontani i tempi in cui, per ignoranza storica, i buddismi venivano esaltati come paradisi di pace. Oggi la storia presente e la storia passata, che ci documentano le tragiche lotte tra dinastie e monasteri, ci danno nuovi elementi di conoscenza e apparentamento tra tutte le religioni.
Franco Barbero
Sacra Sindone: l'ultima inchiesta sul volto di Dio
Mentre scriviamo, è in atto l'ostensione della Sindone a Torino: si è aperta il 19 aprile e chiuderà i battenti il 24 giugno, onomastico di San Giovanni Bosco. Si attende la visita di papa Francesco. Nella sua omelia del 4 maggio, l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia ha parlato della sua commozione nel celebrare la Messa davanti "al sacro Telo". All'appuntamento ci si può preparare anche leggendo i più recenti libri di storia dedicati alla Sindone. Per esempio, lo svelto e accattivante saggio di Franco Cardini e Marina Montesano che promette di parlare di una Sindone di Torino oltre il pregiudizio (Medusa).
La proposta dei due autori è quella di pacificare le parti in conflitto sulla questione dell'autenticità adottando uno sguardo storico superiore, "a trecentosessanta gradi". La Sindone, scrivono, è stata "oggetto di culto negli ultimi settecento anni o quasi": e questo per la fede basta, la fede non ha bisogno di prove. Quanto all'aspetto più propriamente storico delle origini autentiche o spurie del "sacro Telo", qui la ricerca appare ardua se non addirittura priva di soluzione ai due autori. Stiamo al quia, dunque.
Quasi contemporaneamente è uscito il libro di Andrea Nicolotti, "Sindone. Storia e leggende di una reliquia controversa", Einaudi. Siamo davanti in questo caso a una ricerca che ha occupato anni di assiduo lavoro. Ogni tanto giungevano notizie di dove stava scavando questo giovane senz'arte né parte o meglio con grande arte ma nessuna o poca parte nell'Università. Il risultato è imponente. Qui si prende di petto davvero l'intera storia della Sindone, dai cenni trascurabili che se ne incontrano nei Vangeli all'avvio trecentesco della vicenda di quella oggi a Torino e al percorso che l'ha portata trionfalmente nella capitale dei Savoia e da lì agli onori odierni. Nicolotti parte dalla scena di quel venerdì intorno all'anno 30 quando a Gerusalemme un uomo fu condannato a morte e messo in croce, si ferma sull'atto di Giuseppe di Arimatea che lo avvolge pietosamente nella "sindòn" prima di seppellirlo, insegue gli scarsi cenni dedicati a quei tessuti sepolcrali dalla letteratura cristiana antica – in cielo con Cristo secondo il Vangelo di Gamaliele, o conservati secondo il Vangelo di Nicodemo – e si avventura poi nelle descrizioni di reliquie che si infittiscono col moltiplicarsi dei pellegrinaggi in Terrasanta. Con l'età carolingia la svolta: nasce il grande commercio delle reliquie: c'è in loro un potere salvifico destinato a riverberarsi su chi ne è il possessore, a partire dallo stesso Carlo Magno. Il potere ha bisogno della legittimazione del sacro: e questo, per la difettività della natura umana, scatena i "sacri furti" e dà vita a un commercio diffuso dove quando la merce autentica manca la si fabbrica. Ecco che appaiono non una ma molte sindoni e molti sudari funebri: da Compiègne, ad Aquisgrana, ad Arles, a Cadouin, a Magonza e naturalmente a Roma, in San Giovanni in Laterano. Diversi di questi sono ancora conservati. Ad Aquisgrana c'è una sindone, con un sudario e il telo con cui Gesù asciugò i piedi ai discepoli. Quella di Cadouin esiste ancora con le sue macchie di sangue, era stata dichiarata autentica da un vescovo nel '600 e aveva fatto molti miracoli ma poi si è scoperta l'origine egiziana e islamica del telo.
Quella di Roma non sfuggì ai sarcasmi di Calvino. Invece la sindone oggi a Torino ebbe una contestazione ben più sollecita e autorevole, non di un "eretico" ma di un vescovo. Accadde nel 1389-90: fu allora che Pierre d'Arcis, vescovo di Troyes si appellò al papa per far cessare un abuso introdotto nella collegiata di Lirey alcuni decenni prima. Un canonico, nel 1355, si era procurato un telo dove un pittore aveva dipinto l'immagine del corpo di Cristo. Un pittore sconosciuto: ma come non ricordare l'acuta osservazione di Cardini e Montesano sull'iconografia del volto della Sindone ("un gisant tardogotico")? Vedere il volto di Dio era pur diventato allora il banco di prova della grande pittura del Medioevo cristiano prima di trasferirsi all'epoca del trionfo dell'immagine - la nostra. Torniamo a Lirey: qui si era cominciato a esibire il telo ai fedeli, lasciando loro credere che si trattasse dell'originario e autentico lino sepolcrale di Gesù. Ora il vescovo si sentiva tenuto dai canoni a compiere il suo dovere: chiedeva che si ponesse fine a quella devozione tributata a un pezzo di stoffa. Secondo lui il clero che si rendeva responsabile di quell'abuso favoriva l'idolatria, procedeva "a disprezzo della Chiesa, scandalo del popolo e pericolo delle anime". La denunzia non impedì che lo scandalo continuasse. Ma da questo momento in poi una fitta documentazione doveva accompagnare le successive vicende della sindone: vicende che Andrea Nicolotti ha ricostruito con una straordinaria acribia e competenza e che ci portano fino ai nostri giorni. Perché qui siamo davanti non a quelle storie di false reliquie e di falsi miracoli inaugurate dal capolavoro di Marc Bloch sui "re taumaturghi" e che insistono sul lungo Medioevo, ma davanti a un falso che trionfa col regno dei Savoia, li accompagna sul trono d'Italia fino al termine inglorioso del loro regno e si trasferisce poi nelle mani della curia di Torino e del Vaticano per la felicità di un popolo di feticisti. Un falso moderno, che sopravvive indisturbato nonostante che i risultati della prova scientifica del radiocarbonio, effettuata nel 1988, abbiano datato il tessuto all'arco di anni compresi tra il 1260 e il 1380: un'epoca lontanissima dall'anno della sepoltura di Cristo a Gerusalemme ma tale da coincidere perfettamente con la denunzia del vescovo di Troyes.
Un grande libro, una prova maggiore del valore della ricerca storica. Chissà se i visitatori dell'ostensione lo troveranno tra le pubblicazioni in vendita o se avrà modo di sfogliarlo papa Francesco prima di parlare della Sindone in giugno. Sarà un'occasione importante per scegliere tra l'invito di papa Wojtyla a non avere paura della verità storica e scientifica e il solito cedimento opportunistico alle torbide correnti del turismo devozionale di massa.
(tratto da Adriano Prosperi, "La Repubblica" 21 maggio)
E' proibito
È proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realta'.
È proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perche' le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.
È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che cio' che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo puo' togliere.
È proibito non cercare la tua felicita',
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.
non sentire che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.
Pablo Neruda
DALLA NOSTRA COMUNITA'
Un nostro questionario da diffondere in previsione del sinodo dei vescovi
In previsione del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà in autunno a Roma, la nostra comunità intende diffondere un breve questionario aperto a chiunque si senta interessato a fornire una sua personale riflessione. Faremo giungere le risposte alla segreteria del Sinodo per dar voce alle persone reali. Chi risponde può firmare oppure compilare in modo anonimo. Raccoglieremo entro la fine di luglio le risposte.
Ecco le domande alle quali potete rispondere in tutta libertà.
1) Hai o no delle attese rispetto al Sinodo?
2) Secondo te quali sono i cambiamenti più importanti che dovrebbero avvenire dentro la chiesa cattolica.
3) E' ancora accettabile la legge del celibato obbligatorio dei sacerdoti?
4) Che cosa proponi rispetto al ruolo delle donne nella chiesa?
5) Secondo te esiste solo il modello classico di famiglia o ci possono essere altre modalità di amarsi e fare famiglia?
6) Quali esclusioni ora in atto rispetto ai separati e divorziati dovrebbero essere superate dentro la chiesa cattolica?
7) Accanimento terapeutico, eutanasia, accompagnamento ad una morte dignitosa: ritieni che dentro la chiesa cattolica ci sia lo spazio per affrontare questi temi che ora sono tabù?
8) La condizione omosessuale, secondo te, è frutto di un disagio, di un percorso di crescita disturbato, di una perversione oppure è una delle espressioni sane e naturali della affettività e della sessualità umana?
9) Che cosa pensi delle posizioni ufficiali della gerarchia cattolica rispetto alle persone e alle relazioni omosessuali?
Il nostro notiziario
Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa piuttosto consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573)
- Giorni di impegno e giorni di festa si sono intrecciati in questo mese appena trascorso. Chi vuole mettere cuore, tempo e disponibilità, anche per il prezioso lavoro di collegamento con le realtà ecclesiali locali o nazionali o per qualche comitato, sa che c'è sempre posto.
- Dalla pratica di vita di Gesù di Nazareth ci viene un'indicazione sempre più preziosa e concreta: nessuna barriera può sopravvivere tra anziano e giovane, tra donna e uomo, tra "bello" e "brutto", tra magro - sovrappeso - obeso, tra omo - etero - trans, tra chi sa parlare bene e chi parla a modo suo, tra chi è in salute e chi è malato, acciaccato... Si tratta, in verità di un codice delle differenze che spesso vengono viste come superiorità o inferiorità.
- E' bello constatare che stiamo cercando di praticare questo sentiero dell'accoglienza reciproca con tanta gioia, come emerge dai nostri gruppi biblici e dai vari incontri.
Scopriamo che le differenze anche rilevanti arricchiscono e avvicinano anziché allontanare e separare. Questo vale dentro e fuori la comunità, proprio nel tessuto della vita quotidiana. - E' emerso con sempre maggiore chiarezza, anche dalla festa di Dario e Cristiano, quanto siano da accrescere nella vita della comunità il senso e la pratica della festa, a partire dalla celebrazione eucaristica (di cui pochi ancora hanno scoperto e gustato la bellezza e la fecondità) e da altre occasioni che la vita ci offre.
Fare festa è addirittura un "comandamento" e in questi tempi si tratta di una dimensione da riscoprire e praticare, anche come antidoto alla disgregazione sociale, alla solitudine e all'individualismo. - Da settembre 2014 fino ad oggi abbiamo affrontato dei testi biblici tra i più difficili della Bibbia. Si tratta di testi che presentano scogli, passaggi violenti, linguaggi scandalosi, immagini di Dio lontane dal nostro immaginario e contradditorie.
Sovente per questi motivi tali testi non vengono mai letti nel nostro cammino di fede.
Qualora essi vengano affrontati con rigore storico e letterario, accettando la sfida della storicità e della parzialità dei linguaggi, regalano alla comunità leggente messaggi significativi e profondi per il nostro oggi. Non a caso abbiamo compiuto la scelta di affrontare queste letture. Il popolo di Dio sa affrontare temi difficili quando non venga ritenuto ed educato come un eterno bambino. - Siamo in un momento comunitario in cui fioriscono iniziative nuove. Ne trovate due nel notiziario e qui le accenniamo solo: un cineforum periodico con la parrocchia di San Lazzaro e il questionario sulla famiglia in occasione del sinodo dei vescovi.
Franco, inoltre, ha pronto un grappolo di proposte di approfondimento per l'estate, periodo in cui la nostra comunità rimane aperta ed attiva, come prossimamente comunicheremo.
CONTATTI
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero@alice.it
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- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: giupaz@tin.it
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In attesa del nuovo sito: le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/
