giovedì 2 luglio 2015

PREDICAZIONE DI INES ROSSO DI DOMENICA 21 GIUGNO

ESODO cap. 15, 20-21 "Allora Miriam, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un tamburello". Mentre prima (per festeggiare il passaggio del mare) aveva cantato Mosè con gli israeliti, adesso è una donna a prendere l'iniziativa, ed il primo gesto di questa donna è quello di prendere un tamburello. Si tratta di uno strumento che consente di tenere il ritmo e di compiere così movimenti armonici e coordinati; ma è anche uno strumento il cui suono arriva lontano. Evidentemente l'intenzione di Miriam è quella di non trattenere per sé il suo sentire ma di coinvolgere tutti nella sua esultanza. "Altre donne si unirono a lei con i tamburelli e con danze". A questo punto viene menzionata la danza. Ed è attraverso la danza - quindi con il coinvolgimento di tutto il corpo - che le donne guidate da Miriam celebrano insieme la vittoria del Signore.

Se in al v.1 di questo capitolo la celebrazione di Jhwh era avvenuta da parte di Mosè e degli israeliti innanzitutto come canto, adesso lo stesso avvenimento è celebrato dalle donne innanzi tutto con la danza.

Ben presto dalla danza poi si passa al canto: "Rispose loro Miriam, e cantarono al Signore".

Due particolari: 1°) Nel testo è presentato l'intervento di Miriam come una risposta ad un loro maschile. Ciò che Miriam canta non è un'altra cosa rispetto al precedente canto di Mosè e dei figli di Israele, è piuttosto una risposta, non è un'alternativa e neanche una contrapposizione. La lode di Jhwh è composta da due momenti : il canto di un uomo, Mosè, e la risposta di una donna, sua sorella Miriam.

2°) La risposta si concretizza in un ritornello. Si configura come una sintesi della lunga canzone di Mosè (vv. 1-18), una sintesi che riprende l'essenziale dell'esperienza: il trionfo di Jhwh e i cavalli e cavalieri gettati in mare. Questa intensificazione del canto è funzionale ad essere ripetuta più volte e da tutti. La risposta di Miriam vuole coinvolgere tutti nel canto, nessuno escluso: come il tamburello mirava a coinvolgere nella danza, la sintesi del ritornello vuole chiamare tutti a cantare.

L'esordio del ritornello di Miriam, "Cantate al Signore" è diverso rispetto all'inizio della canzone di Mosè: "Voglio cantare al Signore" (v. 1).

Il passaggio del mare è riletto dagli occhi femminili di Miriam con sfumature diverse rispetto a quelli di Mosè, con una modalità che vuole coinvolgere tutta la persona, attraverso al corpo (cf. la danza) e tutte le voci, attraverso il canto, un canto corale, che si ripete e che con i suoi ritornelli permette di riandare continuamente e focalizzare il cuore dell'esperienza.

Ed è in questa rilettura dell'esperienza al femminile che si concretizza la dimensione profetica di Miriam, chiamata profetessa. Attraverso il suo canto, risposta al canto di Mosè, si attua la parola di Dio sulla storia.


Ancora due riflessioni

È splendida questa immagine di donne in festa. Quante volte ci sono arrivate immagini di donne danzare, piangere e cantare alla fine delle guerre e delle carestie. Dopo i grandi dolori di tutti, hanno saputo ricorrere alla loro speciale amicizia con la vita per ricominciare, per tornare a sperare.

Miriam non è giovane. Era la sorella di Aronne, che l'Esodo ci presenta come un uomo di 83 anni (7,7). Non sono soltanto i giovani e le giovani a danzare. C'erano molte fanciulle in quell'accampamento, ma fu Miriam ad impugnare il tamburello, ad intonare il canto, ad iniziare la danza. Vedere qualcuno che danza e canta lodando è sempre bello. Più bello se a danzare e a lodare è una donna. Ma più bello ancora è vedere una donna anziana danzare e cantare alla vita. Non c'è canto più bello e pieno di speranza di quello che sale dal tramonto dell'esistenza, perché dice che la vita è dono in tutte le sue stagioni, e che l'ultimo inno è il più bello di tutti. Quella di Miriam è la danza della gratuità, quella di un corpo che nella sua essenzialità riesce a dire parole di bellezza che gli anni giovanili e le sue danze diverse e forti non sapevano e potevano dire.
Ines Rosso