mercoledì 26 agosto 2015

LA MIA RISPOSTA

Gentile L. S.
trovare nell'insegnamento di Gesù la dottrina di un "inferno" eterno è impossibile. Il testo di Matteo 25 in cui sovente si vuole leggere l'esistenza di un fuoco eterno, ha una funzione parenetica e sapienziale. Esso non fa altro che evidenziare, nel suo sapore rabbinico e sapienziale, che siamo posti oggi davanti alla scelta dell'amore o del rifiuto del prossimo. Il giudizio è oggi, ma è solo il genere letterario apocalittico che lo colloca nel dopo. Gesù crebbe da credente ebreo e abbracciò pienamente la fede nel Dio della resurrezione: un Dio che raccoglie ogni vita nel suo amore.
Un giorno Dio sarà tutto in tutti e per Gesù il "regno di Dio", cioè la vittoria del bene sul male sarà definitiva. Ovviamente per Gesù si può gettare via la propria vita nella Gehenna (che era la discarica di Gerusalemme), ma questo non invoca nessun Dio punitore. Ci dice semplicemente che possiamo sciupare la nostra vita se non amiamo i nostri fratelli.
La gerarchia cattolica, in quel delirante libro che è il "Catechismo della Chiesa Cattolica" (Libreria Editrice Vaticana 1992) dedica parecchi paragrafi ad esporre una dottrina che, manipolando i testi biblici, definisce dogmatica l'esistenza dell'inferno eterno. Ma, come è ovvio, ben altro è l'esito degli studi biblici che contestualizzano i testi. Sulla dottrina dell'inferno la gerarchia cattolica ha poi costruito gran parte del suo potere, purgatorio, indulgenze, suffragio. L'insegnamento di Gesù è ben altro.
Lei è bene informato, a Costantinopoli all'incirca nel 545, l'inferno diventò dottrina. Il contrasto con il Dio testimoniato da Gesù non può che essere più stridente.
Quanto a Origene, per secoli è stato ritenuto un terribile eretico, la sua opinione è che esiste una purificazione che si estenderà a tutti. Anche gli spiriti caduti e ribelli, compreso Satana ritorneranno a Dio. Si tratta della restaurazione di tutte le cose (in greco Apocatastasis ton panton).
Paolo di Tarso lo aveva  scritto ai Corinzi: affinchè Dio sia tutto in tutti (1 Cor 15, 20-29).
La bella fede cristiana purtroppo è stata imprigionata in un castello dogmatico del tutto estraneo a Gesù, ma chi è curioso come lei certamente ritroverà il nucleo vitale del positivo messaggio cristiano, cioè la "bella notizia" di un Dio che non stacca mai la sua amorosa connessione con nessuna creatura.
Non so se sono riuscito a fornirle qualche utile informazione. In ogni caso trovo estremamente vera la preghiera poetica di Fabrizio De Andrè scritta dopo il suicidio di Luigi Tenco. Oggi ne ho riportato un brano nel mio blog. Avrei voluto e potuto, se ne avessi avuto il tempo, scriverle più dettagliatamente su tutta la letteratura agiografica degli angeli decaduti e i miti della nascita dei giganti.
Tanti auguri per i suoi studi e un cordiale saluto.

Don Franco Barbero