"La madre di Gesù nella storia, nella teologia e nella spiritualità" è il sottotitolo del libro della religiosa e docente statunitense, esperta di dialogo ebraico-cristiano, di cui suor Elizabeth Johnson ha detto: "Un ottimo studio, dalle molteplici dimensioni". Con approccio innovativo e multidisciplinare, il volume recupera la dimensione storica con cui, negli ultimi anni, si sta sempre più interpretando la figura di Gesù per raccontare sua madre, vista soprattutto come donna e come donna ebrea. Una narrazione che coinvolge testa e cuore del lettore, illuminata da una interpretazione scientifica e allo stesso tempo poetica.
Questa Maria ebrea, totalmente scomparsa, sotterrata da una montagna di dogmi e di devozioni, è tutta da riscoprire. L'Autrice ci conduce lungo un plurisecolare viaggio per scoprire, in base alle liturgie, ai documenti conciliari, ai titoli mariani e alla iconografia come si è sviluppato il culto mariano.
Di pari passo con lo sviluppo della cristologia ufficiale, a partire dal IV secolo, Maria subisce una "elevazione" che non lascia più traccia della donna ebrea del I secolo.
Nel V secolo dilagò la dichiarazione di Maria come "madre di Dio". Mentre Dio era presentato come lontano e Gesù come giudice severo, Maria diventò il "volto buono e materno" che ci propizia Dio.
Nell'XI secolo Bernardo di Chiaravalle definisce Maria l'acquedotto delle benedizioni di Dio.
Nel secondo millennio devozione e superstizione crescono a dismisura : nasce l'Ave Maria, si diffonde il rosario dopo la vittoria navale dei cristiani a Lepanto nel 1571, si moltiplicano le feste , le litanie, i trattati di devozione.
Questo fiume in piena non sarà fermato né dall'illuminismo né dal protestantesimo.
L'Autrice descrive questi infiniti passaggi e movimenti. Pio IX nè proclamò l'Immacolata concezione nel 1854 e Pio XII addirittura definì il dogma dell'assunzione corporea nel 1950.
Intanto nel diciannovesimo secolo prosperò il delirio delle apparizioni di questa statuina dal manto azzurro, occidentale e nordica, incoronata, ora suadente ora piangente, con messaggi sempre più lugubri ed insignificanti.
Il resto lo conosciamo, compreso il mercato del tempio tuttora dilagante.
Il volumre oltre a quieste preziose informazioni, nell'ultima parte offre un esempio di lettura romanzata, midrashica e spirituale del vissuto di Maria in chiave poetica che lascia percepire il clima umano e religioso in cui Maria di Nazareth visse.
Franco Barbero