lunedì 7 settembre 2015

Bibbia e paura

Anche nella Bibbia il buio, le tenebre, stanno a simboleggiare ciò che ci fa paura, o anche le stesse forze del male.
In Isaia 9, 1 il «popolo che camminava nelle tenebre» è un popolo in difficoltà, un popolo che teme di soccombere, che vede minacciata la propria esistenza da potenze nemiche, politiche e militari. Nel Salmo 23, e non solo, si parla della «valle dell'ombra della morte», una vita minacciata dalle tenebre del male e della morte. E nel Nuovo Testamento, quando Gesù era appeso alla croce, vicino alla morte, all'ora sesta «si fecero tenebre su tutto il paese».
L'immagine della tempesta, la vediamo in un altro episodio biblico, quello di Matteo 8, 23-27 che racconta dei discepoli e Gesù nella barchetta in mezzo al lago, minacciati dalle onde e dal vento. Nella Bibbia, già dalla sua prima pagina, il mare, l'acqua., sono anch'essi immagine di ciò che spaventa, del caos che ci minaccia: «La terra era informe vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso» (Genesi 1 , 2). E tanti sono i Salmi che parlano delle forze delle onde e dell'inscrutabilità degli abissi del mare. Un mare in tempesta rafforza soltanto questo simbolismo, e nella tempesta che minacciava i discepoli vediamo anche le tempeste della nostra vita, i problemi a scuola, nelle amicizie e in famiglia, oppure quelli economici, di lavoro e di salute, e magari anche le tempeste che investono a volte le nostre comunità, piccole barche in mezzo al mare. Quando abbiamo paura di qualcosa, ci sentiamo meglio se possiamo affrontare questo «qualcosa» insieme a una persona amica, o qualcun altro di cui ci possiamo fidare. E abbiamo visto che Dio può essere per noi questa presenza amica. Gesù ha calmato le onde e la tempesta. Dio, già dalla prima pagina della Bibbia «aleggiava sulla superficie delle acque», le ha raccolte e ha fatto apparire la terra asciutta. E ancora prima aveva creato la luce, scacciando le tenebre. La presenza di Dio è la grande luce che viene vista dal popolo che camminava nelle tenebre, ed è la sua presenza che conforta il salmista nella valle dell'ombra della morte, così che possa dire: «Quand'anche camminassi in quella valle, io non temerei alcun male, perché tu sei con me».
E' naturale avere paura. Gesù stesso ha avuto paura nell'affrontare la croce e la morte. Ma anche le tenebre che hanno avvolto la terra all'ora della sua morte sono state sopraffatte dalla luce della mattina della risurrezione. Le paure non appartengono solo al mondo dei bambini, e non solo loro hanno bisogno di una presenza amica per affrontarle. Le paure ci accompagnano, in varie forme, lungo la nostra vita.
Ma anche nelle notti più buie e tempestose abbiamo un compagno più grande che cammina con noi e che ci aiuterà a non lasciarci sopraffare da esse: «Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla» (12, 2).
Helene Fontana

(Riforma n° 17 del 2 maggio 2014)