sabato 12 settembre 2015

LA SCONFITTA DI VAROUFAKIS

Il Manifesto 05 settembre.

Varou­fa­kis non è riu­scito a man­te­nere lo scon­tro con Shau­ble su un piano auten­ti­ca­mente poli­tico, di con­fronto tra pas­sione respon­sa­bile e paura. Il suo attac­ca­mento all’astrazione logica l’ha messo in una posi­zione sim­me­trica a quella dei suoi avver­sari. La debo­lezza della poli­tica nei con­fronti dei cir­cuiti finan­ziari, sta favo­rendo un potere «iper­po­li­tico», potere puro, al di là di ogni dia­let­tica tra padrone e servo, fon­dato sull’eccezione dalla regola e dalla vita. Que­sto potere, che coniuga l’azzardo con l’arbitrio, è l’espressione gene­ra­liz­zata del prin­ci­pio: «Testa vinco io, croce perdi tu». Orien­tato a pro­durre pro­fitti, tanto insen­sati tanto espo­nen­ziali, non è capace, per costi­tu­zione, di risol­vere nes­suno dei pro­blemi umani.
Si può subire la pre­po­tenza del più forte senza essere per sem­pre scon­fitti. La scon­fitta di Varou­fa­kis è nell’aver fon­dato un pro­getto poli­tico sul pri­mato impro­prio della logica sulle pas­sioni, le incer­tezze e le paure che attra­ver­sano l’Europa. La sua cri­tica a Tsi­pras deriva dalla fede a una logica strin­gente, vis­suta come verità, che è figlia di orgo­glio intel­let­tuale. Dimen­tica che in poli­tica una teo­ria, anche la più intel­li­gente, è vera se pro­duce una tra­sfor­ma­zione reale.
Tsi­pras è restato nel campo poli­tico, difen­dendo la pas­sione euro­pea del suo popolo (l’amore per la pace e la demo­cra­zia) e rispet­tando le sue ango­sce. Può per­dersi in una serie di com­pro­messi inter­mi­na­bile, ma non ha altra strada per resi­stere all’eccesso di arbi­trio che avanza nel nostro mondo. Que­sto arbi­trio, che riduce la vita in quan­tità mani­po­la­bili, nel con­fronto pura­mente logico non teme rivali.

Sarantis Thanopulos