Riporto qui un brano che scrissi nel 1975 rispetto a quello che allora chiamai il cristianesimo mistico distinguendolo dal cristianesimo misticheggiante:
"Tutto questo attingere a piene mani alle sorgenti bibliche della preghiera avviene non in appartate isole felici o in oasi mistiche, ma nel vivo della lotta politica, in un momento particolarmente delicato ed importante... Come cristiani siamo chiamati in quest'ora, che sarà forse una lunga stagione, a fare come Gesù che, "Entrato nella suprema lotta, pregava ancor più intensamente" (Luca 22,44).
Pregare e lottare: una sintesi vitale, difficile e feconda. Non possiamo elidere né l'uno né l'altro di questi termini. L'esperienza di ogni giorno ci conferma l'osservazione della Bibbia: "La sorte dell'uomo e della donna sulla terra non è forse di lottare?" (Giobbe 7,1), ma ci dice anche che solo chi prega non getta Dio alle spalle, non lo dimentica. Solo chi prega dal di dentro della vita arriva alla vera sapienza dei figli di Dio e dei discepoli di Gesù: "Di te avevo solo sentito parlare, ma ora gli occhi miei ti hanno visto" (Giobbe 42,5)".
Pinerolo, 19/11/1975