" Ricordami, Padre, che questa terra tu me l'hai prestata per conservarla con rispetto e nutrirmene con saggezza.
Per leggervi le tue leggi, scoprirvi i tuo volere e operare assieme a te, così come lo sapevano i padri.
Quando sfrondo gli alberi e taglio il bosco trattieni l'appetito delle mie braccia.
Che alla fustaia originale, guardiana della vita, io lasci sempre il suo giusto posto, tra i campi e i prati dove corre la siepe viva.
Ricordami che dopo aver preso occorre rendere.
Che devo darle nutrimento e lasciarla riposare.
Che il maggese, le spighe, le radici debbono avvicendarsi su di essa come le stagioni si avvicendano nel cielo.
Ricordami che non esiste erba cattiva, né bestia nociva. Che tutto ha un suo posto sotto il tuo sguardo, e non conviene cambiare troppo, anche se viene meno il mio profitto.
Ricordami i miei avi che vivono nel frutteto e al fondo di questi solchi.
In buon ordine e ben sano essi mi hanno lasciato tutto.
Ricordami i figli dei miei figli.
Per loro debbo piantare e tutto in buon ordine e ben sano a loro debbo lasciare".
Lanza Del Vasto