venerdì 25 settembre 2015

"Straordinari non pagati, siamo stanchi di aspettare"

ROMA - «Proviamo a chiedere a un medico se sarebbe disposto a rientrare in ambulatorio o al pronto soccorso quando per 18 mesi non viene pagato. Proviamo e vediamo quanti lavoratori accetterebbero». Irene Baroni non ci sta a passare per una che «tiene in ostaggio la cultura di questo Paese», come ha detto ieri il premier Matteo Renzi. Lei sono anni che lavora nella vigilanza del Colosseo. «Nel 2014 abbiamo accolto quasi 6 milioni di visitatori, aperti 7 giorni su 7, spesso anche di sera. Francamente non mi sento di rispondere a chi mi accusa di aver arrecato un danno all'immagine dell'Italia».
Si poteva scegliere una forma diversa di mobilitazione?
«L'assemblea è stata convocata a norma di legge, con largo anticipo per permettere ai clienti e ai tour operator di avvisare del ritardo o cancellare le visite nelle prime ore della giornata».
Meglio farlo in un altro orario?
«Abbiamo scelto l'inizio del turno proprio per creare meno disagi possibile. Far entrare i visitatori e cacciarli poi via ci sembrava poco professionale. Sappiamo bene cosa vuol dire chiudere anche solo per 2 ore il Colosseo, il livello di importanza che ha questo simbolo».
E cosa vorrebbe dire ai turisti che ieri hanno atteso fuori dal Colosseo?
«Un messaggio semplice: che il lavoro deve essere retribuito. Credo che un americano o un giapponese possano capirlo benissimo».
Da quanto tempo non venite pagati?
«Da novembre 2014 non ci viene corrisposta una parte del salario, quella che riguarda le turnazioni. Viene definita impropriamente salario accessorio ma dentro c'è la reperibilità notturna, le aperture straordinarie, i festivi, i superfestivi. Abbiamo pazientato, abbiamo tirato il collo, non ci siamo mobilitati un mese dopo i mancati pagamenti».
Di quanti soldi si parla?
«Per chi ha fatto tutti questi turni speciali si tratta di circa 4.000 euro lordi. Proviamo a vedere quanto sarebbero disposti a lavorare col 20-30% di stipendio in meno in busta paga».
(m. fv.)

(Repubblica 19 settembre)