lunedì 21 settembre 2015

UNA FOTOGRAFIA ELOQUENTE

L'incontro privato tra papa Francesco e Fidel Castro, fotografato dal figlio del "lider maximo", è come il racconto di una lunga storia. Costituisce la testimonianza di due persone che hanno fatto delle loro vite e del loro ruolo un servizio alla causa dei poveri.
Il papa ancora una volta evidenzia la traiettoria del suo pontificato che si identifica con la "teologia del popolo".
I poveri stanno al centro in questa prospettiva ecclesiale e politica.
La "teologia del popolo" è assai diversa dalla teologia della liberazione con cui è profondamente imparentata. Mentre la teologia della liberazione è più attenta, oltreché ai processi di decolonizzazione, anche ad una riscoperta del dato originario cristiano, rimettendo in questione anche alcune parti del castello dogmatico, la "teologia del popolo" abbraccia in blocco tutto il patrimonio del cattolicesimo popolare e la sua ritualità anche pagana che esso ha incorporato. Per questo motivo la "teologia del popolo", ritenendo che il centro di tutto è la vita dei poveri come luogo di rivelazione di Dio, accoglie le devozioni, le madonne, i santi patroni e tutti i rituali che il popolo ama e vive.
Il papa è stato discepolo dei teologi del popolo. I suoi maestri sono stati in Argentina i teologi Scannone, Gera e Hello.
Nelle parole del papa a Cuba si è largamente espressa questa teologia con una forte accentuazione devozionale alle madonne e ai santi. Si tratta di un linguaggio che , non solo in quel continente, funziona, è particolarmente sentito dai poveri e aggrega.
Ovviamente per il papa non è il caso di "disturbare" con i problemi posti dall'esegesi e dalla ricerca sulla storia dei dogmi. Per fare centro sui poveri, si può anche dimenticare l'esegesi storico -critica.
In ogni caso va pur detto che mettere i poveri al centro per la chiesa non è cosa di poco conto e rispetta una istanza evangelica fondamentale.
Questo viaggio a Cuba, tra luci e qualche ombra, ha certamente infuso speranza a questo popolo, ben aldilà dei confini della chiesa.
Inoltre il viaggio produrrà frutti sul terreno politico della distensione internazionale.
Per la chiesa cattolica si pone sempre di più un problema di convivenza tra molti cattolicesimi, tra diversi modi di esprimere la fede.
In ogni caso, se ci accomunassimo tutti nel vivere dalla parte dei poveri, avremmo già una fondamentale base evangelica comune.
don Franco Barbero