Corrado Augias dal suo "trono" di Repubblica tira sempre i suoi pallonetti a metà campo. Anche e soprattutto per questo è rimasto sempre nella comoda posizione di un intoccabile dispensatore di parole.
Ma la sua equidistanza, venduta come saggezza, questa volta è stata travolta dal suo dileggio, dal suo velenoso e sottile filo di ironia.
Contro Marino ha scritto con elegante perfidia, a più riprese, usando le parole come una spada coperta di miele.
Questa è l'arte sopraffina di chi fa violenza con l'uso subdolo delle parole.
Franco Barbero