ROMA. «Il Papa non sta, da solo, al di sopra della Chiesa, ma dentro di essa come battezzato tra i battezzati e dentro il Collegio episcopale come vescovo tra i vescovi, chiamato al contempo, come successore dell'apostolo Pietro, a guidare la Chiesa di Roma che presiede nell'amore tutte le Chiese». Sono le parole di Francesco nell'importante discorso pronunciato ieri alla commemorazione del 50esimo del Sinodo nell'Aula Nervi, nel quale ha ripetuto la sua disponibilità ad un ripensamento del primato petrino. Nell'occasione, il Pontefice ha ribadito il suo impegno, «gravido di implicazioni ecumeniche, a edificare una Chiesa sinodale, missione - ha detto - alla quale tutti siamo chiamati, ciascuno nel ruolo che il Signore gli affida». Dinanzi a un Sinodo diviso sulle questioni più controverse riguardanti la pastorale familiare, papa Francesco ricorda ai vescovi che la sua autorità di successore di Pietro "non è una limitazione della libertà, ma una garanzia dell'unità". E allo stesso tempo apre la strada a possibili decisioni "decentralizzate", con gli episcopati locali messi in grado di affrontare come meglio credono i problemi che emergono nei loro territori.
(Repubblica 18 ottobre)
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