Il vaticano continua a pensarsi come il centro del cattolicesimo e il vescovo di Roma, in aperta contraddizione con alcune sue dichiarazioni, si considera ancora il pontefice romano.
Anche papa Francesco, che ha ben capito che ormai il centro è altrove, è caduto nella "tentazione pontificale" e ha voluto dare una dimostrazione di potenza.
Avere come sindaco di Roma un cattolico che, disobbedendo all'insegnamento ufficiale, registra in Campidoglio le unioni omosessuali e fa festa per il loro amore e i loro diritti, per un pontefice non è tollerabile.
La tentazione del potere ha sedotto anche papa Francesco. Le sue parole e il suo recente intervento contro Marino hanno un significato preciso, mondano e contrario al Vangelo: "il vescovo di Roma è più potente del sindaco di Roma. Qui nessuno osi contrastare il mio primato". Qui è inutile nascondere un dato reale: il primato è sempre un potere mondano e spesso anche politico.
Papa Francesco è caduto in questo abisso pontificale.
don Franco Barbero