CHE cosa c'è di peggio di un sindaco che sventola una pistola in tivù, come ha fatto il leghista Buonanno per fare pubblicità all'orribile "bonus pistola" elargito dal suo Comune ai cittadini che vogliono armarsi? Di peggio c'è una cosa soltanto: lo stesso sindaco Buonanno che, sommerso dalle proteste, specifica di «non amare le pistole» e aggiunge che la sua intenzione era solo «illustrare l'iniziativa del suo Comune». Buonanno è afflitto, politicamente parlando, da bullismo seriale. Dice spesso cose violente e offensive ed è diventato semicelebre per questo. Solo in virtù della sua fiorente grevità è ospite fisso di trasmissioni televisive e radiofoniche concepite come compilation di patologie sociali.
Ma almeno, di norma, se ne vanta; rivendica la propria aggressività come un merito. Come strumento di liberazione dall'oppressione del politicamente corretto. Qui invece, forse avvertito dell'effetto raggelante che il suo gesto (gravissimo) può produrre perfino su qualcuno dei suoi elettori, finge di non capire, e si nasconde dietro il pistolone come dietro un dito. Specializzato da anni, come tanti della destra da trivio che alloggia (comodamente) dentro la destra italiana, nell'accusare di ipocrisia gli altri, ha infine liberato l'ipocrita che è in lui.
Michele Serra - L'amaca
(Repubblica 24 ottobre)
Ma almeno, di norma, se ne vanta; rivendica la propria aggressività come un merito. Come strumento di liberazione dall'oppressione del politicamente corretto. Qui invece, forse avvertito dell'effetto raggelante che il suo gesto (gravissimo) può produrre perfino su qualcuno dei suoi elettori, finge di non capire, e si nasconde dietro il pistolone come dietro un dito. Specializzato da anni, come tanti della destra da trivio che alloggia (comodamente) dentro la destra italiana, nell'accusare di ipocrisia gli altri, ha infine liberato l'ipocrita che è in lui.
Michele Serra - L'amaca
(Repubblica 24 ottobre)