«Per iniziare un percorso verso la fusione dei nove Comuni della Val Pellice ci vuole coraggio. Ma ce ne vuole anche nel dire "no" a priori, senza valutare attentamente i pro e i contro». Davide Claudio Gay riassume così le ragioni della proposta-shock che parte dal Circolo Legambiente, di cui è presidente: «Vogliamo stimolare un dibattito aperto a tutti i cittadini».
Secondo Legambiente, a favore della fusione giocano fattori economici, gestionali, di efficienza e di capacità progettuale. E l'idea ha già trovato un convinto sostenitore: il sindaco di Torre Pellice Marco Cogno. «Sono convinto che la fusione è l'unica soluzione per superare questo momento di crisi degli enti locali», afferma Cogno, ritenendo assai meno incisivo lo strumento dell'Unione.
Il modello di riferimento è Valsamoggia (Bologna), nato dalla fusione di cinque Comuni: «Abbiamo visitato quella realtà, che tra l'altro gode anche di incentivi statali e regionali», evidenzia Cogno. Ma ci sono anche molte incognite: il dibattito è aperto.
D. Arghittu
(L'Eco del Chisone, 7 ottobre)
Secondo Legambiente, a favore della fusione giocano fattori economici, gestionali, di efficienza e di capacità progettuale. E l'idea ha già trovato un convinto sostenitore: il sindaco di Torre Pellice Marco Cogno. «Sono convinto che la fusione è l'unica soluzione per superare questo momento di crisi degli enti locali», afferma Cogno, ritenendo assai meno incisivo lo strumento dell'Unione.
Il modello di riferimento è Valsamoggia (Bologna), nato dalla fusione di cinque Comuni: «Abbiamo visitato quella realtà, che tra l'altro gode anche di incentivi statali e regionali», evidenzia Cogno. Ma ci sono anche molte incognite: il dibattito è aperto.
D. Arghittu
(L'Eco del Chisone, 7 ottobre)