PARROCO di realtà difficili, da Piossasco a Rivoli, è stato vicino negli anni della contestazione alle esigenze di rinnovamento espresse dal movimento operaio e studentesco, sempre nel rifiuto della violenza e nella fedeltà alle istituzioni repubblicane. Senza mai nascondere le sue posizioni "progressiste", è stato leale con tutti i vescovi che si sono succeduti sulla Cattedra di San Massimo. Nel 2002 divenne Ausiliare del card. Poletto, insieme ad un altro parroco torinese, don Mino Lanzetti, espressione di una linea ecclesiale "moderata". Ha lavorato molto per il dialogo con il mondo laico, anche con i dibattiti culturali della Crocetta, che hanno visto personaggi di spicco.
Confermato nell'incarico da monsignor Nosiglia, si è distinto in questi cinque anni per la sua mediazione costruttiva, anche nei confronti della Curia torinese, ove non mancano spinte per il ritorno al passato, nonostante le novità di Papa Francesco. La sua scelta, da vescovo, di tornare parroco, alla Crocetta, ha rappresentato un forte messaggio a tutta la Chiesa subalpina sul primato della presenza sul territorio, anche negli anni del trionfo dei movimenti cari a Papa Woytila, dall'Opus Dei al Cl sino ai Carismatici… In questa direzione sociale ed ecclesiale il suo gesto richiama quello di mons. Pinardi, vescovo antifascista, sgradito al regime mussoliniano, che dalla parrocchia di San Secondo ha rappresentato un forte riferimento per laici e cattolici "critici" con la dittatura e impegnati per il ritorno della libertà e della democrazia.
Nelle Curie di Torino e Roma è opinione prevalente che il nuovo Vescovo ausiliare sarà nuovamente un parroco, particolarmente sensibile alle esigenze di riorganizzazione ecclesiale; si fanno i nomi, come "papabili", degli attuali vicari territoriali: Roberto Gottero (Torino-città), Domenico Mitolo (Beinasco), Claudio Baima-Rughet (Corio Canavese), Marco Di Matteo (Savigliano).
All'inizio del 2016 sono attese novità anche per la "piccola" diocesi di Pinerolo (centomila abitanti), "salvata" dallo storico incontro al Tempio Valdese di Torino tra Francesco e la "Tavola". Fonti vaticane avanzano l'ipotesi della nomina di una personalità ecclesiastica di alto profilo (un teologo eminente o un Nunzio autorevole) per rilanciare dalle Valli Valdesi il dialogo ecumenico, dando "respiro nazionale" alla svolta ecumenica del 22 giugno. In prospettiva Pinerolo - che è retta dal dimissionario Pier Giorgio De Bernardi - punta anche a divenire "diocesi alpina", insieme a Susa.
Sembra poi emergere nelle Chiese subalpine un cauto riformismo sull'accorpamento delle Diocesi, nella linea auspicata da Papa Francesco, anche per fronteggiare la crisi del clero (flettono sia le ordinazioni sia gli ingressi in Seminario). In particolare nel Cuneese i vescovi scenderanno da quattro a due; il primo sarà il torinese Piero Delbosco che il 16 dicembre farà il suo ingresso nella Granda come Vescovo di Cuneo e Fossano; con ogni probabilità guiderà anche la vicina diocesi di Saluzzo, che l'anno prossimo sarà vacante per le dimissioni di mons. Guerrini (limiti d'età).
Governerà quindi una realtà ecclesiale di 300 mila abitanti, la terza in Piemonte dopo Torino e Novara. Sempre nella Granda è data per certa la nomina di un solo pastore per Alba e Mondovì: la capitale delle Langhe è ora retta ad interim dal vescovo di Asti, Ravinale, dopo le dimissioni per ragioni di salute di mons. Lanzetti; quella di Mondovì sarà vacante a fine '17 perché il vescovo Pacomio compie i fatidici 75 anni; in tempi più lunghi (2018) si prospetta una situazione analoga ad Alessandria: il giovane vescovo Guido Gallese pare destinato a guidare contemporaneamente le diocesi di Acqui e Casale, i cui vescovi Micchiardi e Catella stanno per lasciare; resterà autonoma la chiesa di Tortona, guidata dal francescano padre Viola, perché appartiene storicamente alla Regione ecclesiale ligure.
Qualcosa si muove dunque nel prudente Piemonte, sotto la spinta di Papa Francesco; nell'arco di un quinquennio i vescovi subalpini scenderanno da sedici ad una decina, nella consapevolezza che è sempre più difficile, nell'era della rivoluzione digitale, garantire tutti i servizi religiosi nelle piccole realtà. Solidarietà e comunione: il nuovo slogan della regione conciliare Piemonte-Valle d'Aosta.
Mario Berardi
(Repubblica 21 ottobre)
Confermato nell'incarico da monsignor Nosiglia, si è distinto in questi cinque anni per la sua mediazione costruttiva, anche nei confronti della Curia torinese, ove non mancano spinte per il ritorno al passato, nonostante le novità di Papa Francesco. La sua scelta, da vescovo, di tornare parroco, alla Crocetta, ha rappresentato un forte messaggio a tutta la Chiesa subalpina sul primato della presenza sul territorio, anche negli anni del trionfo dei movimenti cari a Papa Woytila, dall'Opus Dei al Cl sino ai Carismatici… In questa direzione sociale ed ecclesiale il suo gesto richiama quello di mons. Pinardi, vescovo antifascista, sgradito al regime mussoliniano, che dalla parrocchia di San Secondo ha rappresentato un forte riferimento per laici e cattolici "critici" con la dittatura e impegnati per il ritorno della libertà e della democrazia.
Nelle Curie di Torino e Roma è opinione prevalente che il nuovo Vescovo ausiliare sarà nuovamente un parroco, particolarmente sensibile alle esigenze di riorganizzazione ecclesiale; si fanno i nomi, come "papabili", degli attuali vicari territoriali: Roberto Gottero (Torino-città), Domenico Mitolo (Beinasco), Claudio Baima-Rughet (Corio Canavese), Marco Di Matteo (Savigliano).
All'inizio del 2016 sono attese novità anche per la "piccola" diocesi di Pinerolo (centomila abitanti), "salvata" dallo storico incontro al Tempio Valdese di Torino tra Francesco e la "Tavola". Fonti vaticane avanzano l'ipotesi della nomina di una personalità ecclesiastica di alto profilo (un teologo eminente o un Nunzio autorevole) per rilanciare dalle Valli Valdesi il dialogo ecumenico, dando "respiro nazionale" alla svolta ecumenica del 22 giugno. In prospettiva Pinerolo - che è retta dal dimissionario Pier Giorgio De Bernardi - punta anche a divenire "diocesi alpina", insieme a Susa.
Sembra poi emergere nelle Chiese subalpine un cauto riformismo sull'accorpamento delle Diocesi, nella linea auspicata da Papa Francesco, anche per fronteggiare la crisi del clero (flettono sia le ordinazioni sia gli ingressi in Seminario). In particolare nel Cuneese i vescovi scenderanno da quattro a due; il primo sarà il torinese Piero Delbosco che il 16 dicembre farà il suo ingresso nella Granda come Vescovo di Cuneo e Fossano; con ogni probabilità guiderà anche la vicina diocesi di Saluzzo, che l'anno prossimo sarà vacante per le dimissioni di mons. Guerrini (limiti d'età).
Governerà quindi una realtà ecclesiale di 300 mila abitanti, la terza in Piemonte dopo Torino e Novara. Sempre nella Granda è data per certa la nomina di un solo pastore per Alba e Mondovì: la capitale delle Langhe è ora retta ad interim dal vescovo di Asti, Ravinale, dopo le dimissioni per ragioni di salute di mons. Lanzetti; quella di Mondovì sarà vacante a fine '17 perché il vescovo Pacomio compie i fatidici 75 anni; in tempi più lunghi (2018) si prospetta una situazione analoga ad Alessandria: il giovane vescovo Guido Gallese pare destinato a guidare contemporaneamente le diocesi di Acqui e Casale, i cui vescovi Micchiardi e Catella stanno per lasciare; resterà autonoma la chiesa di Tortona, guidata dal francescano padre Viola, perché appartiene storicamente alla Regione ecclesiale ligure.
Qualcosa si muove dunque nel prudente Piemonte, sotto la spinta di Papa Francesco; nell'arco di un quinquennio i vescovi subalpini scenderanno da sedici ad una decina, nella consapevolezza che è sempre più difficile, nell'era della rivoluzione digitale, garantire tutti i servizi religiosi nelle piccole realtà. Solidarietà e comunione: il nuovo slogan della regione conciliare Piemonte-Valle d'Aosta.
Mario Berardi
(Repubblica 21 ottobre)