martedì 27 ottobre 2015

La destra xenofoba vola nel voto svizzero

GINEVRA. La Svizzera si chiude ulteriormente su se stessa: secondo i risultati preliminari delle elezioni volano i consensi dell'UDC, l'Unione Democratica di Centro, il partito populista, non privo di venature xenofobe, cresciuto negli ultimi 20 anni grazie alla sua politica anti-Ue, anti-immigrati e anti-Islam.
Ieri questa formazione politica che ha il vento in poppa dal '92, ha raccolto il 29,5%, ovvero 65 deputati su 200 al Consiglio Nazionale, equivalente svizzero della Camera dei Deputati: si tratta di 11 seggi in più, rispetto alle ultime elezioni, il segno che il partito è in perfetta sintonia con gli umori dell'opinione pubblica, anche quelli meno nobili.
«Il loro successo - spiega il politologo Oscar Mazzoleni - dipende dalle paure per l'ondata migratoria che ha investito l'Europa. Lo stesso avvenne con i Verdi, dopo la catastrofe nucleare di Fukushima». In effetti nei giorni scorsi Toni Brunner, il leader del gruppo, invitava tutte le sezioni del partito ad opporsi con ogni mezzo all'apertura di centri di accoglienza per rifugiati.
I risultati definitivi del voto influenzeranno la tendenza generale del governo: oggi Udc siede nell'esecutivo insieme ad altri tre partiti ma non ha i numeri per imporre le sue politiche. Le elezioni di oggi potrebbero dunque far inclinare la politica ancora più a destra.
Franco Zantonelli

(Repubblica 19 ottobre)