domenica 11 ottobre 2015

Le forze speciali Nato in campo con il governo

KABUL. Le truppe Nato di nuovo in battaglia nell'Afghanistan settentrionale. La missione Isaf è finita, ma la conquista di Kunduz da parte dei Taliban e le difficoltà delle forze governative ha spinto i comandi occidentali a impegnare nella riconquista della città le truppe di "Resolute Support" ancora presenti nel paese, affiancate da forze speciali e raid di aviazione. Ufficialmente si tratta solo di "consiglieri" Nato, probabilmente americani, britannici e tedeschi. Un accordo fra Usa e Afghanistan prevede che le truppe statunitensi possano partecipare a operazioni antiterrorismo, mentre quelle della missione Nato in teoria potrebbero combattere solo «se minacciate dagli insorti».
Testimonianze raccolte al telefono dalla città parlano di combattimenti diffusi e bombardamenti aerei, mentre la popolazione civile è intrappolata in casa e Medici senza Frontiere parla di «ospedale inondato di feriti». La presa di Kunduz è stato un forte smacco per le truppe di Kabul: secondo le prime analisi, i combattenti Taliban si sono mescolati alla folla che celebrava la festa islamica del sacrificio per far scattare poi l'offensiva.
La Casa Bianca ha confermato che «continua a seguire» gli sviluppi della battaglia di Kunduz, mentre gli Stati maggiori Usa lasciano filtrare l'intenzione di far pressione per mantenere in Afghanistan una presenza militare significativa anche nei prossimi anni.

(Repubblica 1 ottobre)