venerdì 2 ottobre 2015

Momenti di tensione in S. Lorenzo, il sindaco “striglia” l’arcivescovo

CAVOUR – Sabato pomeriggio si è svolta la cerimonia solenne per l'ingresso ufficiale del nuovo parroco, don Gianni Carignano che, su mandato della Curia di Torino, ha ricevuto in affidamento la parrocchia di S. Lorenzo per nove anni.
Don Carignano è stato accompagnato all'altare dagli altri due sacerdoti che collaboreranno alla gestione della parrocchia cavourese e delle parrocchie di Villafranca, Polonghera, Faule e Murello di cui resta amministratore: don Théobal Bondima, prete congolese già responsabile del santuario di Cantogno, e padre Stefano Mastroippolito, della comunità Carmelitana di S. Teresa di Torino.
La funzione del 19 settembre, celebrata dall'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia (per la quarta volta a Cavour, nell'arco di un lustro), ha però riservato un momento di grande imbarazzo quando il sindaco Piergiorgio Bertone, raggiunto il microfono per portare i saluti della comunità, ha in realtà apostrofato l'Arcivescovo con una lunga filippica. Evidenziando l'assenza di don Mario Ruatta, il sindaco ha risollevato la polemica di fine luglio quando l'anziano parroco era stato mandato in congedo (a suo dire, «senza una comunicazione ufficiale e senza alcun ringraziamento per il servizio svolto in 27 anni»). Solo dopo aver invitato ad un confronto i due parroci («una cena a tre con il sottoscritto, per chiarire tutta la storia»), Bertone si e diretto ai piedi dell`altare per congedarsi dai prelati. Ma, forse per il gusto di una battuta (di troppo), qui avrebbe rincarato la dose: «Non ci si comporta cosi!». L'arcivescovo Nosiglia, pur restando in un dignitoso silenzio, a quel punto ha fatto segno a Bertone di tornare al suo posto. Nel comprensibile imbarazzo generale, don Carignano ha chiuso la Messa con i saluti alla comunità ma non prima di aver smussato gli attacchi di Bertone, con semplicità e onestà: «Don Mario non è presente oggi, ma io l'ho invitato personalmente a partecipare a questa funzione perché lui continua a far parte della nostra comunità». (m.miè)

(L'Eco del Chisone 23 settembre)