I movimenti popolari dal Nicaragua all'Ecuador, dall'Argentina al Brasile fino al Venezuela dichiarano di essere stati traditi dai rispettivi governanti. Oppure si dà il caso che la loro originalità e la loro forza innovativa si siano esaurite?
La mia opinione è che questa fase aggressiva del capitalismo abbia due dinamiche perverse ma vincenti.
In primo luogo tende a livellare tutto per fare "un mondo solo", sia pure con mappe di ricchezza e povertà diversificate.
Il tutto subordinato e governato dalla logica del mercato.
In secondo luogo il capitalismo non può non generare conflitti e guerre perché le grandi potenze usano gli eserciti per imporre i loro spazi di mercato.
Anzi, aggiungerei che, nel sistema
capitalistico la guerra diventa una necessità per poter investire nella ricostruzione dopo aver distrutto.
Che le persone muoiano è per i "mercanti" un irrilevante "effetto collaterale".
Franco Barbero